DeLorean. Un cognome che è prima di ogni cosa marchio. Marchio di un immaginario che grazie a Robert Zemeckis e al suo cult Ritorno al futuro si è alimentato negli ultimi 30 anni a qualsiasi latitudine del globo.

Ma quell'automobile è esistita davvero? E soprattutto, ha avuto il successo che "meritava"? E' un film a suo modo sorprendente Driven di Nick Hamm, regista che dopo Il Viaggio - The Journey, altro lavoro basato su una storia vera, porta sullo schermo un'altra sceneggiatura di Colin Bateman e costruisce un'irresistibile commedia partendo dall'incredibile vicenda che vide coinvolto proprio John DeLorean, affascinante imprenditore statunitense che dopo aver salvato il marchio Pontiac della General Motors decise di fondare la DeLorean Motor Company. E lanciare sul mercato un avveniristico modello di auto sportivo (la DeLorean DMC-12).

Quello che in molti non sanno, però, è della sua amicizia con il simpatico Jim Hoffman: ex detenuto, diventato informatore dell’FBI, Hoffman finirà per incastrare proprio DeLorean. Ma come andarono, "realmente", le cose?

Sostenuto da una sceneggiatura al limite della perfezione, Nick Hamm ci riporta nella California dei primi anni '80, costruisce il film saltando dal processo in cui Hoffman è chiamato a testimoniare contro (?) DeLorean alla prima volta in cui l'FBI - attraverso l'agente speciale interpretato da Corey Stoll (magnifico) - riuscì a bloccare i traffici di Hoffman. E decise di sfruttarlo per arrivare a pesci più grossi.

Driven
Driven
Driven

Continuamente in bilico tra perfida comicità e impianto thrilling, Driven è il classico film da vedere tutto d'un fiato, sorretto da un cast in stato di grazia (Lee Pace nei panni di DeLorean è al tempo stesso ammaliante e sfuggente, carismatico e detestabile, mentre Sudeikis è il classico, irresistibile cialtrone dalla risposta sempre pronta e dalla scappatoia facile) e da un ritmo che non scema mai.

Perché la DeLorean fu un fiasco commerciale così grande? E che cosa portò John a scendere a patti con il traffico internazionale di stupefacenti?

Driven ci "guida" nei meandri di questa discesa, ma lo fa con sguardo mai inquisitorio né ammorbante, piuttosto con la grande capacità di divertire. Senza parteggiare apertamente per nessuno, ma senza dimenticare altresì le dinamiche di un'amicizia sui generis - anche tra le rispettive famiglie - che difficilmente dimenticheremo.