Domani è un altro giorno

Simone Spada firma il remake nostrano del bellissimo Truman. Con gli amici “veri” Giallini-Mastandrea e la giusta dose di ironia/malinconia

26 Febbraio 2019
3/5
Domani è un altro giorno

“Non è colpa tua. Non è colpa mia. E non è nemmeno colpa di Giuliano. Succede”. Il tenero e dolente fatalismo con cui Tommaso si commiata prima di riprendere il volo verso il Canada è la cifra stessa con cui Simone Spada ha deciso di rifare quel piccolo capolavoro diretto da Cesc Gay nel 2015, Truman – Un vero amico è per sempre, premiato con 5 Goya, gli Oscar spagnoli, per miglior film, regia, attore protagonista e non protagonista, script originale.

Identico all’originale nella struttura, Domani è un altro giorno ci mostra due amici di vecchia data chiamati ai quattro giorni più difficili della loro amicizia, quelli in cui dovranno dirsi addio.

Uno, Tommaso (Mastandrea), vive da tempo in Canada. L’altro, Giuliano (Giallini), è rimasto a Roma: attore teatrale di fama, seduttore e innamorato della vita, è condannato da una diagnosi terminale e dopo aver lottato senza risultati ha deciso di smettere con le cure. Tommaso, allora, decide di tornare a Roma, dapprima per discutere con lui di questa scelta, poi per trascorrere insieme questo weekend lungo che assumerà i contorni di un “road movie dei ricordi”.

Presenza silenziosa e centrale, come lo era il cagnone eponimo nel film con Darín e Cámara, è qui un bellissimo Bovaro del bernese, di nome Pato: “L’hai chiamato così per il giocatore del Milan?” – “No, per il fratello di Falcao” (che poi la fratellanza con il divino era solo presunta, semmai “di latte”, ma in questa battuta si racchiude il bellissimo, indiscutibile romanismo di regista e interpreti). E provare a capire quale potrà essere la futura sistemazione di quel compagno fedele scandisce le ultime giornate di Giuliano.

Sorretto dalla naturale complicità dei due protagonisti (molto amici anche nella vita reale), il film non sorprende magari come il precedente Hotel Gagarin (film d’esordio di Spada, più “libero” e originale) ma sa emozionare con le armi nobili della buona commedia di casa nostra, quel mix tra ironiche freddure e non detti roboanti che caratterizza anche questo malinconico buddy movie, oltre le fondamenta stesse di un’intera amicizia.

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