Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe

Tra visioni surreali e pezzi di realtà, la ricostruzione delle riprese di Terra senza pane e di un'amicizia speciale. Premiato con l'European Film Award per il miglior film d'animazione

4 Marzo 2020
3,5/5
Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe

Travolto dallo scandalo di L’âge d’or (1930), il capolavoro scritto con Salvador Dalí, Luis Buñuel cerca nuove strade. Trova sostegno finanziario grazie all’amico anarchico Ramón Acín, che ha appena vinto alla lotteria. A sorpresa gira il documentario etnografico Terra senza pane (1932) nella poverissima Las Hurdes.

Sul set esplode il conflitto. Acín vuole denunciare la realtà degli umiliati e offesi, Buñuel, invece, desidera dare voce al proprio estro provocatorio. In parallelo, i nodi irrisolti del passato di Luisito si trasfigurano nel sogno (il rapporto col padre, la madre-Madonna, l’asino morto, gli elefanti giganti).

Tratto dal graphic novel di Fermín Solís, Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe (European Film Award per il miglior film d’animazione) è un raffinato biopic che seduce per la sapiente combinazione di onirico e reale, intrecciando visioni surreali e pezzi di verità.

Mentre tutta la parte biografica è resa nella forma del cartoon, gli estratti del documentario restano così come sono. Il vero cuore è l’amicizia con Acín, a cui il governo negò il credito come produttore per le posizioni politiche da lui sostenute. Fucilato dai franchisti durante la guerra civile, il suo nome fu reintegrato dallo stesso Buñuel, quando, ormai conosciuto in tutto il mondo, ridistribuì Terra senza pane nel 1960.

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