Beastly

C'era una volta La Bella e la bestia, i sogni e i bambini. Son rimasti Hollywood, il college e il denaro

10 Maggio 2011
2/5
Beastly

Più che una libera rivisitazione della Bella e la bestia, è una scaltra variante del teen movie americano. Prima su carta (romanzo di Alex Flinn), poi su grande schermo (regia di Daniel Barnz), Beastly opta furbescamente per la traslitterazione dei topoi fiabeschi nei codici della narrativa adolescenziale. Così il principe viziato è diventato lo studente fascinoso e spocchioso (Alex Pettyfer), la strega una biondina cinerea e darkettona (Mary-Kate Olsen), la bella la star di High School Musical, Vanessa Hudgens. C’era una volta la fiaba, oggi il college. Prima erano mostri che divoravano bambini, ora padri che si sbarazzano dei propri figli. La maledizione è una cultura che trabocca di estetismi ma manca di bellezza. L’America. Nessun problema però se contro il culto dell’immagine si propina un immaginario di plastica. Se all’osanna della forma fisica risponde l’eloquenza del bel corpo, nel quale il film inscrive strategie comunicative e grammatica emozionale. E poi i ciechi vedono, gli storpi vengono sanati, il juke-box suona una scena sì e l’altra pure. Hollywood non fa miracoli ma è capace come sempre di esercitare il monopolio della fantasia spacciandolo per fantasia al potere. La favola continua, a letto i bambini.

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