7 Days in Entebbe

José Padilha torna al dirottamento del 1976 con un thriller che funziona come un orologio. Bravi Rosamund Pike e Daniel Brühl, a Berlino 68

20 Febbraio 2018
3/5
7 Days in Entebbe

Presentato fuori concorso nella competizione berlinese, il dramma  a sfondo politico 7 Days in Entebbe di José Padilha sul dirottamento nel 1976 del volo Air France 139 e la liberazione degli oltre 200 passeggeri, funziona come un orologio.

Quando si dice di un film che le sue scene d’azione sembrano coreografie, è già un bel complimento. Il regista brasiliano nel suo nuovo film spinge la metafora all’estremo; i momenti di massima tensione sono tagliati da bellissime scene di danza contemporanea e tensione fisica. Sono le prove del gruppo di ballerini dove lavora la compagna di uno dei giovani soldati.

Padilha sincronizza la celebre operazione Thunderbolt, in cui un commando speciale israeliano liberò all’aereoporto di Entebbe in Uganda i 102 prigionieri rimasti, con le prove a teatro a 4000 chilometri di distanza. Bella idea. Thunderbolt durò solo 90 minuti, dal momento dell’atterrraggio notturno al momento in cui l’ultimo ostaggio liberato lascia l’hangar abbandonato.

“Lottiamo perché voi possiate ballare”, dice il soldato israeliano in partenza per l’operazione alla compagna preoccupata. Quell’azione di terrorismo fu il primo atto di guerra terroristica contro lo Stato israeliano. Israele Stato fascista, erede del nazismo, avamposto sionista. A dirlo ai passeggeri sono non solo i terroristi palestinesi, ma anche i due tedeschi a bordo, membri della RAF, gli ottimi Daniel Brühl e Rosamund Pike.

 

La loro morte sotto i colpi delle mitragliatrici israeliane davanti gli ostaggi buttati a terra viene accompagnata dalla standing ovation nel teatro di Gerusalemme dove lo spettacolo si è appena concluso. Nel bunker del ministero della difesa il ministro Shimon Peres, grande interpretazione di Eddie Marsan, si congratula con il primo ministro Jitzchak Rabin (Lior Ashkenazi).

Due tedeschi pronti a uccidere prigionieri ebrei. Un dettaglio piccante e tragico, quello che all’epoca sprofondò l’opinione pubblica tedesca nella vergogna. Bravo Brühl e bravissima Rosamund Pike, divenuta celebre con Gone Girl, volto di un personaggio psicologicamente  deformato. Entebbe è ancora oggi un esempio di vittoria contro il terrorismo, se si è decisi e uniti abbastanza.

Il dramma è stato portato sullo schermo già tre volte, con Helmut Berger, Horst Buchholz e Klaus Kinski. José Padilha è un maestro del thriller politico, il suo Tropa de Elite sulle unità corrotte di polizia in Brasile ha vinto l’Orso d’Oro nel 2008.

 

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