La persona peggiore del mondo

Verdens verste menneske

3.5/5
L'amore e la professione al tempo della vita: Joachim Trier con gusto e intelligenza, in Concorso

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DANIMARCA 2021
Diviso in capitoli, il film racconta l'educazione sentimentale di Julie, donna libera, imprevedibile e contraddittoria, alle prese con i problemi della sua generazione e a lungo divisa tra due uomini: Aksel, autore di graphic novel di successo, e Eivind, uno sconosciuto incontrato a una festa che sconvolgerà i suoi piani per il futuro.
SCHEDA FILM

Regia: Joachim Trier

Attori: Renate Reinsve - Julie, Anders Danielsen Lie - Aksel, Herbert Nordrum - Elvind, Hans Olav Brenner - Ole Magnus, Helene Bjørneby - Karianne, Vidar Sandem - Per Harald, Maria Grazia de Meo - Sunniva, Sofia Schandy Bloch - Nathalie, Karen Røise Kielland - Tone, Rebekka Jynge - Marthe Refstad, Marianne Krogh - Eva, Eia Skjønsberg - Synne, Anna Dworak - Kathrine, Karla Nitteberg Aspelin - Anna, Lasse Gretland - Kristoffer, Deniz Kaya - Adil, Thea Stabell - Åse, Tumi Løvik Jakobson - Martin, August Wilhelm Méd Brenner - William, Savannah Marie Schei - Eva

Sceneggiatura: Eskil Vogt , Joachim Trier

Fotografia: Kasper Tuxen

Musiche: Ola Fløttum

Montaggio: Olivier Bugge Coutté

Scenografia: Roger Rosenberg

Costumi: Ellen Daehli Ystehede

Suono: Gisle Tveito

Altri titoli:

Julie (en 12 chapitres)

The Worst Person in the World

Durata: 127

Colore: C

Genere: ROMANTICO COMMEDIA

Produzione: THOMAS ROBSAHM, ANDREA BERENTSEN OTTMAR PER OSLO PICTURES MK PRODUCTIONS, FILM I VÄST, SNOWGLOBE, B-REEL, IN COPRODUZIONE CON ARTE FRANCE CINÉMA, IN ASSOCIAZIONE CON MEMENTO DISTRIBUTION, MK2 FILMS, ARTE FRANCE

Distribuzione: TEODORA FILM

Data uscita: 2021-11-18

TRAILER
NOTE
- PREMIO PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE (RENATE HANSEN REINSVEEN) AL 74. FESTIVAL DI CANNES (2021).

- PRODUTTORI ESECUTIVI: DYVEKE BJØRKLY GRAVER, TOM ERIK KJESETH, ESKIL VOGT, JOACHIM TRIER.

- CANDIDATO AGLI OSCAR 2022 COME MIGLIOR FILM STRANIERO, MIGLIORE SCENEGGIATURA.
CRITICA
"Julia è la protagonista (...) alla ricerca per tutto il film di una ragione d' essere che combatta la sua infelicità senza desideri. Scritto dal regista Joachim Trier (con Eskil Vogt), il film norvegese usa Julia per dare forma alle tante insicurezze e insoddisfazioni della generazione dei trentenni, che hanno abdicato al mito della famiglia e dei figli o della carriera ma non sanno come sostituirli. questo film accumula situazioni e parentesi, divagazioni e ripartenze, tanto da farlo assomigliare a una serie televisiva concentrata in due ore. Riscattata però da un certo gusto del paradosso e un tono scanzonato che spinge la protagonista verso l'autoironia." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 09 luglio 2021)

"Non è la solita commedia sentimentale, anzi. (...) è un film di finissima intima brutalità sull'irreversibilità delle scelte esistenziali nella vita. Sotterraneamente brutale sì. Scorticante nelle pareti dello stomaco, anche. Mai come di fronte al lindo ordine e biancore nordico che soggiace negli interni giorno del film del norvegese Joachim Trier si rimane appesi a quelle impercettibili svolte radicali che la giovane protagonista Julie assume davanti ad un nuovo potenziale amore, all'idea di un figlio, alle mille possibili porticine professionali.(...) Un prologo, un epilogo, e dodici capitoli/frammenti a fare da struttura temporale e stilistica. Julie/Reinsve che abita il film di Trier come un'antieroina romantica: sempre pronta a fallire, imprecisa, in alcuni momenti goffa, ma sempre in modalità solare e ironica. (...) Lei batte il ritmo della narrazione continua degli sguardi, delle espressioni, dei dialoghi nei duetti che costellano il film, come nel mostrarsi o nello spogliarsi senza la malizia di un erotismo evidente ma mai esplicito(...)." (Davide Turrini, 'ilFattoQuotidiano.it', 20 novembre 2021)

" (...) una commedia romantica che si intreccia con il dolore della perdita e la confusione del cambiamento, e si sofferma su quel passaggio essenziale della vita di Julie quando devi decidere per sempre chi vuoi essere e come esserlo, diciamo al traguardo dei trent'anni: oggi, quando le opportunità sembrano infinite ma anche inafferrabili (...)." (Natalia Aspesi, 'laRepubblica.it', 23 novembre 2021)