Viva la Mezzogiorno

"Cannes insegna: piccolo non vuol dire nulla, solo qui da noi...", accusa Giovanna. Dalla giuria francese al tormentato low-budget di Dino e Filippo Gentili
26 Maggio 2010
Viva la Mezzogiorno

“A Cannes hanno vinto due film piccoli come quello thailandese (Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives) e quello del Chad (A Screaming Man): in Francia piccolo non vuol dire nulla, solo qui vuol dire qualcosa. Ci sono registi che non smetteranno mai di girare e saranno distribuiti sempre in 400 copie: ma non è così per tutti”. 
J’accuse di Giovanna Mezzogiorno, fresca reduce dalla giuria di Cannes 63 e oggi a Roma per presentare Sono viva di Dino e Filippo Gentili, in sala da venerdì 28 maggio con Iris Film. Protagonista è Rocco (Massimo De Santis), 30enne introverso e mite che ha rotto con la famiglia, non ha un lavoro fisso e vive con una donna che lo spolpa, ma “Sono viva – dicono i due registi – è la storia di una morta che insegna a un vivo a vivere. Non è una cosa insolita. Succede anche a noi quando ci volgiamo indietro a coltivare la memoria di chi ci ha preceduto…”. Nel cast, oltre alla partecipazione straordinaria di Giovanna Mezzogiorno, Guido Caprino, Giorgio Colangeli, Marcello Mazzarella e Vlad Toma, Sono viva è un low-budget da 700 mila euro, che ha avuto vita difficile: “Dopo che il film aveva ricevuto da una commissione ministeriale il riconoscimento di interesse nazionale culturale, ci è stato detto – affermano Dino e Filippo Gentili – che dovevamo ripresentarlo in commissione ripartendo da zero. Ci siamo opposti, abbiamo fatto causa e abbiamo vinto. Il cinema da noi è anche questo, o forse soprattutto questo: passione e tenacia. E un pizzico di fortuna”.

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