VideoCatechismo della Chiesa Cattolica a Venezia76

60.000 persone, 16.000 location in 70 paesi e 5 continenti, alcuni dei numeri della grande opera di Gjon Kolndrekaj, presentata allo Spazio FEdS
VideoCatechismo della Chiesa Cattolica a Venezia76
Da sinistra: Mons. Davide Milani e S.E.R. Mons. Francesco Moraglia. Foto di Margherita Bagnara.

La battuta d’esordio, per presentare un progetto tanto grande quanto il VideoCatechismo della Chiesa Cattolica, è di Davide Milani, Presidente Fondazione Ente dello Spettacolo: “Noi di Fondazione abbiamo una missione: ricercare quel minimo comun denominatore nella figura di uomo e donna al centro dell’antropologia cristiana”. E specifica: “Non attraverso cinema necessariamente confessionale, ma con storie potenti che trattano temi profondi. E questo è il VideoCatechismo della Chiesa Cattolica: incredibile, spirituale, toccante”.

La parola passa a Emanuela Genovese, giornalista dell’Avvenire e firma della Rivista del Cinematografo: “Fiera di far parte di questo grande progetto, dopo 5 anni di riprese, con 60.000 persone coinvolte tra 16.000 location in 70 paesi di ogni continente, per un totale di 52 episodi da 30 minuti, 240 minuti di musiche originali e la rappresentazione di tutte e 7 le arti”.

Tanto grande è VideoCatechismo, il film delle scritture dall’Antico al Nuovo Testamento, una trasposizione da 1.200 pagine. D’altronde, si tratta di una storia ancora più ampia, anzi, universale.

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“Abbiamo conosciuto il regista Gjon Kolndrekaj tanti anni fa” interviene a questo punto Claudia Di Giovanni, del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede. “Ricordo il momento in cui ci ha parlato di questo progetto titanico. Ma ora che il progetto ha visto la luce si vede tutta l’immensità di un lavoro che coniuga spiritualità, universalità e culture”. E sottolinea come sia “importante per i giovani, poter accedere alle storie del catechismo raccontate per immagini, attraverso una storia che parla la loro lingua”.

A proposito di lingua e di linguaggio: “Di solito noi registi non sono bravi a parlare” ammette Kolndrekaj, “ma giochiamo con le immagini per costruire emozioni. Ci vuole semplicità, capire l’essenziale e raccontare storie con il giusto linguaggio”.

La sua umiltà, tra le molte altre doti, gli vale a Venezia76 la consegna della Palma d’Oro d’Assisi PAX, riconoscimento per la pace ideato, e consegnato nello Spazio FEdS da Padre Gian Maria Polidoro: “Cos’è la Pace per noi? Volerci bene? Non fare la guerra? La pace deve diventare cultura, quindi condivisa e annunciata da tutti, un nuovo continente da scoprire”.

Donano la propria testimonianza anche Vittorio Giacci, critico cinematografico in collaborazione con del Cinema UNESCO, che del regista dice abbia “un dono, guardare il cinema con gli occhi della Fede”, e il Prof. Alessandro Di Paolo, docente di Innovazione Sociale, per cui l’opera “diffonde valori universali, incarnando in questo senso capace di innovare il benessere della società intera”.

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Da sinistra: S.E.R. Mons. Francesco Moraglia, Gjon Kolndrekaj, Prof. Alessandro Di Paolo e Vittorio Giacci. Foto di Margherita Bagnara

Ma come sarà diffuso, VideoCatechismo della Chiesa Cattolica, ora che è pronto e disponibile in 4K? La risposta è molteplice: con un cofanetto di 4 libri illustrati con il supporto digitale; la serie completa in 15 DVD distribuita dal Gruppo Editoriale San Paolo; la serie televisiva in 46 episodi; tramite rete digitale e-commerce e app; su video-pocket e dispositivi digitali come il tablet; infine, in audiobook.

Nella produzione e diffusione dell’opera, non solo CrossinMedia Group (di Tania Cammarota e Gjon Kolndrekaj) e FEdS, ma anche Fondazione Marcianum, per cui commenta il Presidente, Roberto Costa: “Riteniamo fondamentale il mondo dell’educazione, a 360°, non solo per i più giovani, ma anche per adulti. Per tutti”.

Infine, in merito interviene Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia e Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta: “VideoCatechismo è un modo inclusivo di porre domande su Dio e sull’Uomo, non fermandosi a una sola religione. È dire la Fede, oggi. Le cattedrali, le statue, i dipinti sono tutte catechismi del passato, ora utilizziamo gli strumenti tecnici di cui siamo a disposizione. È l’inizio di un percorso da cui la società può ripartire, nel dire la verità con amore e l’amore con verità”.

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