Venezia risponde

Alla vigilia del festival di Cannes filtrano le prime indiscrezioni anche dalla Mostra: in cartellone grandi nomi e due star della musica, Madonna e Vasco
9 Maggio 2011
Venezia risponde

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Come da tradizione, con il festival di Cannes al via, prende forma insistentemente il toto-Venezia. E se tanti maestri sfileranno sulla Croisette, il Lido non sarà da meno quanto a grandi nomi e star in passerella, con sorprendenti incursioni di popstar: a partire dall’opera seconda da regista di Madonna e dal rocker in vetta alle classifiche di questa primavera, ovvero Vasco Rossi.
Il cartellone veneziano, secondo rumors insistenti, potrebbe infatti comprendere anche W.E., secondo film di Lady Ciccone (dopo Sacro e profano, Filth and Wisdom del 2008), racconta la storia d’amore tra la miliardaria americana Wally Simpson e Edoardo VIII. Una love story che portò quello che doveva essere il futuro sovrano inglese ad abdicare a favore del fratello pur di non chiudere il suo legame con la divorziata Simpson. L’uscita del film è prevista in autunno e in ambienti della distribuzione internazionale viene data piu’ che probabile la presentazione in anteprima mondiale a Venezia. Il Blasco potrebbe invece essere protagonista di un docufilm biografico, a cui lo stesso rocker di Zocca starebbe lavorando con l’ausilio di Nicola Giuliano e Francesca Cima, i fortunati produttori di Sorrentino, e che attirerebbe al Lido migliaia di ragazzi.
Sempre più accreditata anche la presenza al Lido del nuovo film del regista russo Aleksandr Sokurov, Faust. In laguna dovrebbe approdare anche il film di Todd Solondz Dark Horse con Donna Murphy, Justin Bartha e Christopher Walken. Insieme a loro veleggiano verso Venezia A dangerous method, il film di David Cronenberg incentrato sul turbolento rapporto tra il giovane psichiatra Carl Gustav Jung (interpretato da Michael Fassbender), il suo mentore Sigmund Freud (Viggo Mortensen) e Sabina Spielrein (Keira Knightley), la giovane donna bella e tormentata che si frappone tra loro.
Al Lido dovrebbe tornare anche Monica Bellucci, protagonista del nuovo film del regista francese Philippe Garrel, Un eté brulant. Sempre più accreditata anche la presenza di Carnage (inizialmente God of Carnage) di Roman Polanski, con un cast stellare che include Jodie Foster, John C. Reilly, Kate Winslet e Christoph Waltz.
Molto più articolato e incerto il panorama dei film italiani (il lavoro di selezione del direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, e dei suoi collaboratori non è ancora nemmeno iniziato) che potrebbero trovare spazio in cartellone, tra concorso principale, Orizzonti e Controcampo Italiano. In occasione dei David di Donatello, dove ha trionfato Noi Credevamo di Martone, partito proprio da Venezia 2010, il ministro Galan si è augurato per i film italiani un’onda lunga (vincente) da Cannes fino al Lido, dove il cinema italiano non vince da anni’. E potrebbe non rimanere deluso. Sembra infatti prepararsi un’ottima annata di cinema tricolore, tra grandi maestri, piacevoli e sorpredenti ritorni e molte opere prime. La rosa dei papabili eè ancora amplissima e il percorso di selezione per arrivare al cartellone finale non è nemmeno iniziato. Ma è possibile tracciare una panoramica sulla base dei titoli che saranno pronti per l’estate e che potrebbero piacere ai selezionatori veneziani. In lizza c’é senz’altro Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi, che racconterà le ondate migratorie degli ultimi decenni e il confronto tra due mondi divisi da un pregiudizio, con un cast che vede tanti attori africani accanto a Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich e Alessandro Haber. Così come è facile prevedere la presenza in cartellone di Terraferma di Emanuele Crialese che affronta la stessa tematica: la storia di un’isola siciliana di pescatori, appena lambita dal turismo e investita dagli arrivi dei clandestini. Nel cast, fra gli altri, Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello.
Si parla con insistenza anche di Quando la notte, il nuovo film di Cristina Comencini tratto dall’omonimo romanzo della regista e interpretato da Claudia Pandolfi e Filippo Timi. Pronto per approdare al Lido dovrebbe essere anche il nuovo film di Gianni Amelio, Il primo Uomo, sceneggiato dallo stesso regista e tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus, con un cast di cui fanno parte Claudia Cardinale e Jacques Gamblin. Dopo l’esclusione tra le polemiche dalla scorsa edizione della Mostra di Venezia di Una sconfinata giovinezza, la pellicola con Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri, potrebbe essere pronto per la nuova edizione del festival anche il nuovo film di Pupi Avati, Il cuore grande delle ragazze. Un altro grande maestro in lizza per un approdo lagunare è Giuliano Montaldo, che firma L’industriale a quattro anni da I demoni di San Pietroburgo. La pellicola, intepretata da Pierfrancesco Favino, Carolina Crescentini, Eduard Gabia e Francesco Scianna, racconta di un quarantenne, proprietario di una fabbrica, ereditata dal padre, sull’orlo del fallimento. Strangolato dai debiti e dalle banche, nella Torino che vive la grande crisi economica che soffoca tutto il paese, cerca di reagire con orgoglio.
In odor di laguna potrebbe esserci anche il primo lungomtraggio di Daniele Ciprì senza Franco Maresco. Il film intitolato, E’ stato il figlio, è tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Alajmo ed è stato sceneggiato da Cipri insieme a Massimo Gaudioso. Interpretato da Toni Servillo e dall’attore cileno Alfredo Castro (già protagonista di Post mortem), racconta la storia della famiglia Ciraulo, che vive in povertà nel quartiere Zen di Palermo e che viene traumatizzata dalla morte della figlia più piccola, vittima di un proiettile vacante durante una sparatoria criminale. Tra i papabili veneziani c’é anche il primo lungometraggio di Pippo Mezzapesa, Il paese delle spose infelici, liberamente ispirato al romanzo omonimo di Mario Desiati (Mondadori 2010). Nel cast Aylin Prandi (vista in Gianni e le donne), Rolando Ravello, Teresa Saponangelo, Nicola Rignanese, Valentina Carnelutti e Antonio Gerardi. In tempo per Venezia sarà pronto anche il nuovo film di Marco Bechis, Il sorriso del capo, documentario di montaggio sul consenso dal fascismo al dopoguerra, realizzato in gran parte con materiali dell’Istituto Luce.
Sorprendente documentario già in rotta verso Venezia è Gra di Gianfranco Rosi, dedicato alla vita intorno al Grande Raccordo Anulare di Roma, dove il regista ha vissuto muovendosi in camper per oltre un anno per raccogliere le storie di chi vive intorno alla grande strada-cintura di Roma. Un documentario che potrebbe addirittura ambire il concorso principale, diventando il primo documentario italiano in corsa per il Leone, secondo solo a Capitalism – A Love Story di Michael Moore. Candidato al concorso, se non quello principale quello di Orizzonti, secondo molti è anche il nuovo film di Francesco Patierno Cose dell’altro mondo: una storia ambientata nel Nordest e incentrata sulle contraddizioni del rapporto con gli immigrati. Nel cast: Valerio Mastandrea, Diego Abatantuono e Valentina Lodovini. Così come sono tante le opere prime che ambiscono a Lido, alcune davvero sorprendenti. Si tratta di Scialla di Francesco Bruni che racconta la storia di Luca, un quindicenne romano, irrequieto, cresciuto senza un padre e inconsciamente alla ricerca di una guida, e di Bruno (Fabrizio Bentivoglio), un professore senza figli che ha lasciato l’insegnamento per rifugiarsi nell’apatia delle lezioni private. Ma c’é anche l’esordio nel lungometraggio cinematografico dei fratelli De Serio (vincitori con Bakroman dell’ultimo festival di Torino) con Sette Opere di Misericordia, in cui dirigono Roberto Herlitzka. Non passerà inosservato neanche L’ultimo terrestre di Gianni Pacinotti, con sceneggiatura tratta dalla raccolta di racconti Nessuno mi farà male di Giacomo Monti, firmata dallo stesso Gipi (alias Pacianotti), famoso illustratore italiano e autore di romanzi a fumetti. La rosa insomma è davvero ampissima e il lavoro più grande sarà come sempre arrivare a quei 3-4 titoli che entreranno nel concorso principale e ai 3 che normalmente trovano spazio nell’altra sezione competitiva di Venezia, quella di Orizzonti. Per gli altri ci sarà la speranza del Controcampo Italiano. E se Marco Bellocchio, nel ricevere il Leone d’Oro alla carriera si farà accompagnare al Lido da una nuova versione di Nel nome del padre (1971), realizzata dal regista a partire dai materiali del film stesso, difficile immaginare che il sinologo Marco Muller non possa interessarsi al nuovo film dei Manetti Bros. in cui un alieno sbarca a Roma pensando di essere a Pechino. E come lasciar fuori dalla rosa il primo lungometraggio diretto da Alessandro Gassman Roman e il suo cucciolo, tratto dall’omonima piece già portata con successo in teatro? C’é poi un altro film sull’immigrazione che “naviga” verso Venezia: è La nave dolce di Daniele Vicari, che rievoca anche con l’utilizzo di materiale di repertorio l’arrivo degli oltre 20mila albanesi nel porto di Bari l’8 agosto 1991 con la nave Vlora. Tanti sono poi i film ancora in produzione che potrebbero rivelarsi interessanti per la Mostra come il nuovo lavoro di Pietro Marcello e il nuovo documentario di Monica Maggioni dopo Ward 54. Si parla molto anche del film prodotto da Marco Paolini Io sono Li, sulla comunità cinese a Chioggia.

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