Usciamo? Sì, no, forse…

Molti i film annunciati per il 2009 e non ancora distribuiti: titoli e motivi in un'indagine del Giornale dello Spettacolo
11 Dicembre 2009
Usciamo? Sì, no, forse…

Sono molti i film annunciati per il 2009 che non sono ancora stati distribuiti nelle sale italiane.
Eccone alcuni, individuati dal Giornale dello Spettacolo: vincitore del premio per la migliore attrice a Cannes, Linha De Passe del regista di Central Do Brasil Walter Salles, è uscito direttamente in Dvd; Manolete, di Eagle, è stato posizionato in uscita il 22 gennaio 2010 dopo vari annunci, mentre incerta è la sorte di Un marito di troppo con Uma Thurman e Colin Firth.
Scomparso dal radar anche ll respiro del diavolo con John Holloway. Nel listino Fandango da diverso tempo è presente Dove è finito Osama Bin Laden?, scritto, prodotto e diretto dal regista di SuperSizeMe Morgan Spurlock, così come in quello Mediafilm ha a lungo soggiornato Transsiberian con Woody Harrelson e Emily Mortimer, prima di essere inghiottito dallo stesso oblio che ha avvolto Un colpo perfetto (2007) di Michael Radford con protagonisti Michael Caine e Demi Moore.
Disney non ha mai fatto uscire Adventurland con Ryan Reynolds, così come Fox ha lasciato sullo scaffale, almeno per il momento, Maria, non gli piace! con Lino Banfi e Sergio Rubini. 
Lucky Red non porta sugli schermi Prison Escape, mentre Traveling di 01 con Jennifer Aniston uscirà ad aprile 2010 con il titolo di Love Happens.
Il passaggio di proprietà di Mikado ha rinviato a data da destinarsi le uscite di Blindness-Cecità, tratto dal libro di José Saramago in cui Fernando Merelles dirige Mark Ruffalo, Gael García Bernal e Julianne Moore, nonché L’occhio del ciclone – In the Electric Mist con Tommy Lee Jones, John Goodman, Kelly Macdonald e Peter Sarsgaard e The Limits of Control di Jim Jarmusch.
Rinviati da Moviemax alla primavera del 2010 Diamond 13 con Gerard Depardieu, Olivier Marchal, Asia Argento, e Senza apparente motivo con Michelle Williams e Ewan McGregor. E Paramount posiziona al 23 luglio Il solista interpretato da Robert Downey Jr., Jamie Foxx.
“Ci rendiamo conto del fenomeno, ma le nostre società sono delle profit companies – puntualizza Richard Borg, direttore generale di Universal – Le nostre valutazioni sono purtroppo impietose, ma necessarie per dare il giusto valore ad un prodotto. Vogliamo immettere sul mercato titoli la cui redditività per noi e per l’esercizio sia certa”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Paul Zonderland, direttore generale di Walt Disney: “Il nostro obiettivo principale è non perdere soldi, per fare un servizio non solo alla nostra società e agli esercenti, ma anche per dare il giusto ruolo alla sala di vetrina importante”.
La pensa così anche Paulo Simoes, a.d. di Sony Pictures: “In un mercato molto affollato come quello italiano è inutile farsi delle illusioni. Il pubblico per certi titoli è talmente di nicchia che talora non ha senso rischiare nemmeno un’uscita in Dvd”. 
Diversa la posizione di Osvaldo De Santis, a.d. di 20th Century Fox, che spiega: “Dobbiamo  confrontarci con le aspettative della Casa madre sia nel bene che nel male. Alle volte, però, è importante provare a rischiare con alcuni film che negli Usa non hanno riscontro. E’ fondamentale che la decisione finale spetti a chi sta nel territorio e che ha un contatto diretto con l’esercizio e con il pubblico”.
Preoccupato il commento di Valerio De Paolis, fondatore di Bim: “La nostra e le altre società interpretano le richieste del mercato. Venendo, però, meno dei cinema che coprivano certi territori ed essendo, questi spazi, occupati dai multiplex, è necessario riorganizzare le proprie scelte di acquisizione”.

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