Torino, dica 33…

158 lungometraggi, quattro italiani in Concorso, 2,4 milioni di euro di budget e Orson Welles sul manifesto: il TFF di Emanuela Martini
Torino, dica 33…

158 lungometraggi, di cui 47 opere prime e seconde, 50 anteprime mondiali, più di 4mila film visionati. Dal 20 al 28 novembre, la 33esima edizione del Torino Film Festival, dedicata a Orson Welles, che troneggia sulla locandina, e ancora diretta da Emanuela Martini: “Ringrazio sin d’ora il pubblico meraviglioso che abbiamo a Torino. Quest’anno abbiamo 3 sale in più, siamo tornati alle 11 abituali. E anche il budget è tornato quello di due anni fa: 2,4 milioni di euro”.

Film d’apertura Suffragette, tra i 15 film del concorso Torino 33 sono riscontrabili – dice la Martini – temi quali “il coming of age, le storie autobiografiche, con il focus sul ritrovamento delle radici e la scoperta di padri e madri” e ben quattro tioli italiani: Colpa di comunismo, opera terza di Elisabetta Sgarbi; Mia madre fa l’attrice, opera seconda di Mario Balsamo; gli esordi I racconti dell’orso di Samuele Sestieri e Olmo Amato e Lo scambio di Salvo Cuccia.

Nel ventennale del Premio Cipputi ne verrà assegnato uno alla carriera a Francesca Comencini, mentre Julien Temple sarà il guest director, con il suo nuovo The Ecstasy of Wilko Johnson e altri film da lui scelti sul tema Questioni di vita e di morte, Terence Davies, di cui vedremo Sunset Song, il vincitore del Gran Premio Torino e Chiara Francini la madrina.

In Festa Mobile, tra gli altri, La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi, con Valerio Mastandrea e Hadas Yaron; Hong Kong Trilogy di Chris Doyle; The Lady in the Van da Alan Bennett; Me and Earl and the Dying Girl, premiato al Sundance; The Dressmaker con Kate Winslet; The Assassin di Hou Hsiao-hsien; Oggi insieme domani anche di Antonietta De Lillo; i restauri della Cineteca Nazionale Terrore nello spazio di Mario Bava, che verrà introdotto da Nicolas Winding Refn, West and Soda di Bozzetto e Giuliette degli spiriti di Fellini, nonché il pressoché inedito Tragica alba a Dongo di Vittorio Crucillà, restaurato dal Museo del Cinema di Torino.

Ancora, SEXXX di Davide Ferrario che – dicunt – Madonna vorrebbe vedere; per omaggiare Welles, Citizen Kane, Mr. Arkadin e Touch of Evil; il premio Maria Adriana Prolo a Lorenza Mazzetti, l’unica donna del Free Cinema inglese.
In programma una notte bianca o, meglio una notte horror il 21 novembre e un omaggio ad Augusto Tretti e la retrospettiva Cose che verranno. La terra vista dal cinema, tornano anche il TFF DOC con un focus sul Mediterraneo quale luogo di produzione culturale, la sperimentale Onde e il Torino Film Lab.

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