The Butterfly Room, chi dice donna…

"Femminicidio al femminile", dice il regista Jonathan Zarantonello. Che porta in sala un horror girato a L.A. con Barbara Steele e Heather Langenkamp
31 Maggio 2013
The Butterfly Room, chi dice donna…
The Butterfly Room

“Femminicidio al femminile”. Tweet-sinossi del regista Jonathan Zarantonello, che il 6 giugno porta nelle nostre sale l’horror The Butterfly Room – La stanza delle farfalle, interpretato da scream queen che hanno fatto la storia del genere, quali la protagonista Barbara Steele (Corman, Freda, Fellini, Cronenberg, Demme) ed Heather Langenkamp (l’antagonista di Nightmare, iconica eroina del regista).
Girato a L.A. in lingua inglese, con crew italo-americana e cast anglosassone, coprodotto da Italia (Enzo Porcelli, 80%) e Usa (20%), budget di un milione di dollari, La stanza delle farfalle segue Ann (Steele), elegante, solitaria collezionista di farfalle, che rimane ossessionata da una bambina inquietante, Alice. There will be blood…
“Due solitudini, Ann e Alice, e non si capisce più chi sia vittima e chi carnefice. Parlo di donne, perché è interessante ciò che è altro da sé: la donna è alieno, gli uomini non capiscono, dice Zarantonello, 35enne, vicentino, già noto per UncuT – member only (2005). La Steele l’ha conosciuta a cena a Los Angeles, con Bava, Stivaletti e il giornalista Paolo Zelati, le rimanenti scream queen le ha incontrate alle convention: “Attrici di film di 40 anni fa che firmano autografi a 30 dollari l’uno per 3-4 ore: il ricordo e la venerazione per questi film è indelebile”.
Come vedono gli americani il nostro cinema di genere attuale? “Ci ricordano fino agli anni ’70, poi c’è una sorta di buco, ma non fanno confronti: ho riscontrato molta curiosità, perché non si sa ami che può succedere con un film, basti pensare a Paranormal Activity costato 30mila dollari e divenuto blockbuster mondiale”, osserva Zarantonello, rivelando come la Steele prima di accettare la parte dopo mesi di trattative gli abbia detto: “Stattene in Italia, qui arriverà il terremoto e finirà tutto!”.
Sulla passione per l’horror, viceversa, il regista sottolinea come “il pubblico di aficionados ci sarà sempre, non svanisce, ma serve una svolta: io qui l’ho data, è un horror al femminile, le protagoniste non sono vittime, ma assassine. Inalterato rimane il piacere: vivere il rischio senza pericolo”.
Dal 6 giugno nelle multisale di 11 città italiane, negli Usa a fine estate, La stanza delle farfalle nasce dalla “passione per il genere: un film di genere è più difficile che uno d’autore – conclude Zarantonello – perché se non crea suspense, tensione, semplicemente non funziona, non ci sono scuse”.

Lascia una recensione

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy