Taormina riparte

"Il cinema di oggi vuole dire più di tutto pluralismo", dice il co-direttore Federico Pontiggia. Da Occhi blu di Michela Cescon a La signora delle rose Catherine Frot, un festival femminile, ricco e all'aperto
Taormina riparte

Si riparte alla grande al Teatro Antico di Taormina. Dal 27 giugno al 3 luglio torna la magia del cinema con sei opere prime e seconde in concorso e sette grandi anteprime nazionali ed internazionali. Nel primo anno della direzione artistica di Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia il festival spazia dalla commedia al dramma, dal family all’horror, dall’animazione all’arthouse fino alle tante storie di donne.

“Un importante segnale di ripartenza che ci fa guardare al futuro con entusiasmo. Un festival che dimostra che la settima arte può ripartire in sicurezza”, questo il messaggio che il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha mandato nel corso della conferenza stampa di presentazione del programma.

I sei titoli in concorso sono: l’innovativo horror A Classic Horror Story di Roberto De Feo e Paolo Strippoli, con cui Netflix debutta al Taormina Film Fest; il toccante Atlas di Niccolò Castelli con Matilda De Angelis; l’iraniano Fractal di Rezvan Pakpour; Honeymood della regista israeliana Talya Lavie che racconta una prima notte di nozze molto particolare e bizzarra; Next Door del tedesco Daniel Brühl e infine Long Day del cinese Yumo Luo sui destini incrociati di una serie di personaggi.

I film saranno giudicati da una giuria presieduta dalla regista Susanna Nicchiarelli e composta dall’attore Saleh Bakri, dalla montatrice Francesca Calvelli, dall’attrice Lolita Chammah e dallo sceneggiatore Nicola Guaglianone

Particolare attenzione sarà data agli autori italiani e all’identità femminile, come ha sottolineato Alessandra De Luca. Si apre con Boys di Davide Ferrario, un road movie, un film musicale su una seconda possibilità che tutti ci dobbiamo dare e si prosegue con La terra dei figli di Claudio Cupellini, ambientato in un futuro distopico, e il film d’esordio di Michela Cescon dal titolo Occhi Blu.

E poi ancora: la deliziosa commedia francese La signora delle rose (La fine fleur) di Pierre Pinot, il family Peter Rabbit 2- Un birbante in fuga, avventuroso mix di animazione e live action diretto da Will Gluck (presentato il 30 giugno in contemporanea al Teatro Antico e a Roma nell’ambito del TimVision Floating Theatre Summer Fest organizzato da Alice nella Città); la black Woodstock di Summer of Soul del regista Ahmir “Questlove” Thompson; il film in nuova edizione digitale Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato di Florestano Vancini e il Rapido del Sud di Fausto Saraceni.

Tanti anche gli incontri. A cominciare da quello con Giuseppe Tornatore, che sarà preceduto dalla proiezione del suo doc Lo schermo a tre punte (1994), per proseguire con il regista Ferzan Özpetek che incontrerà il pubblico nel ventennale de Le Fate Ignoranti  e con il protagonista della serie Gomorra Salvatore Esposito che presenterà il suo libro Lo Sciamano.

Al Teatro Antico saranno ricordati in occasione del centenario della loro nascita Leonardo Sciascia e, in apertura del festival, Nino Manfredi con il “Premio Manfredi” che i giornalisti cinematografici assegneranno d’intesa con la famiglia del grande Nino a un attore che abbia rivelato un talento speciale non solo nella commedia.

“Taormina vuole cercare di aprire nuove rotte perché il cinema di oggi vuole dire più di tutto pluralismo. Si riparte dopo un anno che ha visto la culla del cinema, ovvero la sala, chiusa”, dice Federico Pontiggia. E Francesco Alò: “Abbiamo organizzato questo festival facendo tantissime riunioni su Zoom in una continua altalena di possibilità. Si torna finalmente alla condivisione dell’esperienza cinematografica”.

Infine il sindaco di Taormina Mario Bolognari conclude: “Quest’anno il festival di Taormina è giunto alla sua sessantasettesima edizione. È uno dei pochi che vanta questa storia. La città sarà allestita a festa. Bisogna agire sul cuore delle persone per far ripartire il turismo e questo non può che farlo l’arte”.

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