Sottodiciotto si fa grande

Oltre 400 film, retrospettive, omaggi e programmi dedicati. Tra gli ospiti Jeunet, Ghobadi e Jan Sverák. A Davide Ferrario la Targa Città di Torino, dal 9 dicembre
6 Dicembre 2010
Sottodiciotto si fa grande

Sottodiciotto Filmfestival – Torino Schermi Giovani, dopo aver festeggiato il decennale assieme a 35˙000 spettatori, approda a un nuovo “anno uno”: l’edizione 2010, evento di punta di Torino Capitale Europea dei Giovani, presenta oltre 400 film, numerose anteprime nazionali, 7 tra retrospettive, omaggi e premi impreziositi dalla presenza di registi di fama internazionale, 14 programmi speciali, 216 prodotti in Concorso realizzati dai registi in erba, tavole rotonde, laboratori e concerti, con l’intento di soddisfare le esigenze di un pubblico differenziato: dai giovanissimi (non solo autori dei film in concorso) agli appassionati di cinema più esigenti, ai bambini con le loro famiglie. Tra le anteprime nazionali e le prime visioni: il più atteso cartoon di Natale, Megamind 3D di Tom McGrath, già di casa a Sottodiciotto grazie a Madagascar, a cui è abbinato l’evento “A merenda con Megamind”; il ritorno dietro la macchina da presa del “sognatore” Jean-Pierre Jeunet, Micmacs à tire-larigot (L’esplosivo piano di Bazil), introdotto e commentato dall’autore; l’intenso La rafle di Roselyne Bosch, ispirato a fatti realmente accaduti in Francia durante la Seconda guerra mondiale; lo scanzonato Il bacio alla francese, esordio dell’apprezzato autore di fumetti Riad Sattouf. Una delle icone del cinema indipendente a stelle e strisce, Kelly Reichardt, esplora invece una delle pagine meno conosciute del mito della Frontiera americana con Meek’s Cutoff.
Variegato il ventaglio di retrospettive e omaggi, a dimostrazione del ruolo chiave giocato dal Festival nel panorama nazionale, con la scoperta o riscoperta di personalità, poetiche e idee di cinema. La retrospettiva dedicata a Jean-Pierre Jeunet ripercorre alla presenza dell’autore una carriera cinematografica bigger than life, andando alle “radici” dei capolavori più amati dagli spettatori, come l’esordio Delicatessen e Il favoloso mondo di Amélie, grazie ai cortometraggi e ai film meno visti. Una seconda retrospettiva, la prima realizzata in Europa, è riservata a Bahman Ghobadi, regista iraniano di etnia curda che giungerà al Festival dall’Iraq, dove sta attualmente girando il prossimo film.
Ospiti di Sottodiciotto saranno anche Jan Sverák, premio Oscar per il miglior film straniero con il delicato Kolya, riproposto nel corso di un omaggio in cui il cineasta ceco presenta in anteprima nazionale il suo ultimo lungometraggio Kooky, e la documentarista svizzera Béatrice Bakhti, di cui Sottodiciotto proietta in esclusiva per l’Italia lo stupefacente progetto “generazionale” Romans d’ados, che ha richiesto sette anni di lavoro. La ribalta dedicata all’animazione internazionale che nel tempo ha portato a Torino i più grandi registi a livello mondiale, prosegue con la retrospettiva dedicata a uno tra i massimi maestri “artigiani” del cinema d’animazione, autore di capolavori riconosciuti come meraviglie del patrimonio artistico universale, il regista russo Jurij Norštejn, presente al Festival.
La Targa Città di Torino – Sottodiciotto Filmfestival è assegnata a Davide Ferrario, a riconoscimento di un percorso umano e artistico all’insegna dell’indipendenza e della libertà espressiva, estremamente originale nel panorama italiano. Tra i programmi speciali, un posto di primo piano è riservato a “I ciucci in tasca”. Primi passi alla scoperta del mondo, sguardo affrancato dall’immagine edulcorata e banale che i media generalmente offrono della prima infanzia e che ospita, tra gli altri, i lavori di Daniele Gaglianone e Edoardo Winspeare. E ancora, “Creatività in animazione”, che propone un nuovo focus sulla migliore produzione europea in cui spicca il visionario Metropia dello svedese Tarik Saleh e “Finestra Cuba”, che presenta una rosa di corti realizzati dagli studenti del rinomato Istituto Superiore di Arte dell’Avana, considerato tra i più importanti e all’avanguardia di tutta l’America Latina. Dedicato alle favole che non smettono mai d’incantare, il programma speciale “C’erano una volta…” riserva una miriade di sorprese: un omaggio da intenditori alla meravigliosa Alice di Lewis Carroll, con capolavori del muto e rarissimi corti firmati da un giovanissimo Walt Disney; i trentacinque anni “maledetti” del musical The Rocky Horror Picture Show, programmato all’interno del tributo “Frankenstein, cento anni da mostro”; la proiezione in digitale HD della versione restaurata dell’intramontabile Il ladro di Bagdad e il primo cartoon neorealista L’ultimo sciuscià, firmato dal pioniere dell’animazione italiana Gibba. Fil rouge dell’edizione 2010 è il tema dell’identità, rapportato allo specifico del mondo giovanile e inteso come ricerca, definizione ed espressione di sé sotto il profilo personale, sociale, etnico, generazionale, culturale, di genere… Ne forniscono un esempio i racconti e i volti che popolano le anteprime nazionali dall’Europa: Madly in Love, che segna il ritorno a Torino della regista svizzera Anna Luif con un amore interculturale; The Good Heart, terza regia dell’islandese Dagur Kári, in trasferta a New York con un cast a cinque stelle; lo struggente J’ai oublié de te dire del francese Laurent Vinas-Raymond, interpretato da Omar Sharif e Émilie Dequenne; l’ode alla Berlino multireligiosa che Burhan Qurbani fa in Shahada, a cui si aggiungono due progetti italiani alla presenza dei registi: Décryptage banlieue di Luca Galassi, che racconta Parigi a cinque anni dalle sommosse del 2005, e la docu-fiction Avevamo già 22 anni – La fortuna di Rabaìn di Federico Mazzi, sulla percezione della giovinezza ieri e oggi.
Espressamente rivolte ai bambini sono le proiezioni che festeggiano il triplo compleanno di Bugs Bunny, Tom & Jerry e Pluto, celebrato con il meglio dell’animazione classica e i corti del Festival di Clermont-Ferrand. Per gli under 4, il Festival propone quest’anno un doppio programma, “Baby Special”, con le avventure del Grillo musicista e una vetrina della serie cult Shaun, vita da pecora, creata da Nick Park, papà di Wallace & Gromit.
Dedicato agli spettatori più piccoli è anche “Christmas Special”, con l’esilarante The Gruffalo. Punta di diamante della manifestazione – che in un doppio concerto a Hiroshima Mon Amour chiama sul palco i gruppi di Pagella non solo Rock 2010 e i misteriosi FAKemEN che hanno spopolato su YouTube – sono naturalmente il Concorso Under18 Extrascuola e il Concorso nazionale prodotti audiovisivi delle scuole.

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