Silenzio: Pordenone

Donne, viaggi e tanta musica nel programma delle 36° Giornate del Cinema Muto. Dal 30 settembre
25 Settembre 2017
Eventi, Festival, In evidenza
Silenzio: Pordenone

Protagoniste assolute che compaiono un po’ in tutte le sezioni del programma delle 36° Giornate del Cinema Muto di Pordenone sono le donne. Dive come Louise Brooks in un frammento del film considerato finora perduto, Now We’re in the Air del 1927, icona di bellezza e di stile del cinema di tutti i tempi. Dive come le due attrici simbolo della femme fatale degli anni ‘10, Pola Negri, a cui è dedicata una mini rassegna con tre film del 1918 (tra cui un’esplosiva Carmen con la regia di Ernst Lubitsch) e Theda Bara, la donna-vampiro da cui deriva il termine “vamp”; e le italiane Anna Fougez, la sciantosa per eccellenza, Leda Gys e Gigetta Morano.

Donne che volano in alcuni cinegiornali dedicati a famose donne aviatrici e nel film L’autre aile del 1924 (costumi di Paul Poiret, il grande stilista parigino art deco, ritenuto il Picasso della moda) sulla prima donna ad ottenere un brevetto di volo nel 1910, Raimonde de la Roche.

La sezione più intrigante è senz’altro “Nasty Women”, le signore sboccate, spregiudicate, rissose della commedia americana degli anni ‘10. Queste Léontine, Rosalie, Cunégonde, Lea, Bridget, Tilly promettono guai e sconquassi in famiglia e nei luoghi di lavoro, ma anche grande divertimento per il pubblico.

Il viaggio e l’esotico è l’altro tema centrale delle Giornate. C’è la scoperta dell’Asia centrale nella sezione dei viaggiatori sovietici degli anni ‘20, che ci porta nel grande mosaico delle repubbliche della neo costituita Unione Sovietica, come la Cecenia, l’Azerbaigian, la Siberia, la Crimea, il Kirghizistan, e la scoperta del Caucaso e della Persia nelle immagini dell’italiano Mario Piacenza. Andiamo in Africa con i cortometraggi etnografici norvegesi sulle etnie dei Kavirondo, dei Kikuyu e dei Masai, e continuiamo il viaggio fino al Polo Nord seguendo il capitano Kleinschmidt nella sua “Caccia artica” del 1914.

Come e più degli anni scorsi, l’importanza della musica è fondamentale. Non solo per la presenza dell’Orchestra San Marco di Pordenone, che accompagnerà i due eventi di apertura (La folla di King Vidor, 1928, partitura e direzione di Carl Davis) e di chiusura (Il principe studente di Ernst Lubitsch, 1927, partitura di Carl Davis e direzione Mark Fitz-Gerald), ma per la presenza di altri importanti musicisti come Philip Carli, Gabriel Thibaudeau, Alicia Svigals (del celebre gruppo Klezmatics) e Marilyn Lerner.

Nel programma troviamo i nomi di grandi maestri come Ozu, Dreyer, Méliès, Murnau, Keaton, Griffith e Protazanov; le sezioni sul western europeo, sul cinema di Luca Comerio, sul cinema scandinavo, sul cinema delle origini e l’omaggio alla Cineteca Italiana di Milano per i suoi 70 anni.

Ed è di drammatica attualità la sezione sugli “Effetti della guerra”, che impone una riflessione e un parallelo con la situazione successiva alla Prima Guerra Mondiale e quanto succede oggi in tante parti del mondo.

LA MUSICA DELLE GIORNATE 2017

LA “SQUADRA” DEL FESTIVAL

Il cinema muto, che muto non è stato mai, unisce da sempre il fascino delle immagini con la musica eseguita dal vivo: un connubio indissolubile che a Pordenone viene magnificato dalle esecuzioni dei migliori professionisti a livello internazionale. Se un film colpisce, emoziona, diverte, inquieta, commuove è anche grazie agli straordinari musicisti delle Giornate. La squadra dei pianisti, che sarà all’opera nel corso di otto giorni di proiezioni non-stop, quest’anno è al gran completo con Neil Brand, Günter Buchwald, Philip C. Carli, Mauro Colombis, Antonio Coppola, Stephen Horne, Maud Nelissen, Donald Sosin, John Sweeney, Gabriel Thibaudeau, cui si aggiunge il percussionista Frank Bockius, che sempre più spesso li affianca nella buca del Verdi. Non mancheranno i musicisti ospiti regolari del festival, come i pianisti José María Serralde Ruiz e Daan van den Hurk, il fisarmonicista e contrabbassista Romano Todesco e l’arpista Elizabeth-Jane Baldry.

GLI EVENTI SPECIALI

La 36a edizione delle Giornate del Cinema Muto ha in serbo inoltre un gran numero di eventi musicali speciali.

Inaugura la serie, nella serata di pre-apertura, venerdì 29 settembre, alle ore 20.45, al Teatro Zancanaro di Sacile, The Wind di Victor Sjöström con la Zerorchestra e l’Accademia d’Archi Arrigoni dirette da Günter Buchwald, autore della partitura.

Nella serata di gala che apre ufficialmente il festival, sabato 30 settembre (ore 20.30) al Teatro Verdi di Pordenone, l’Orchestra San Marco di Pordenone diretta da Carl Davis accompagnerà con la musica composta dallo stesso Maestro, il capolavoro di King Vidor, The Crowd (La folla).

Domenica 1 ottobre (ore 14.30) è il momento di “A colpi di note”. Le giovanissime orchestre delle scuole pordenonesi P.P. Pasolini e Centro Storico si cimenteranno nell’accompagnamento di due esilaranti comiche con Max Davidson, Don’t Tell Everything e Call of the Cuckoo. Ingresso libero.

Sempre nel pomeriggio di domenica, Antonio Coppola sarà impegnato nell’esecuzione della partitura che ha composto per il film simbolista italiano Fauno, di e con Febo Mari, restaurato dal Museo del Cinema di Torino con la Cinémathèque royale di Bruxelles e la Cineteca del Friuli e selezionato quest’anno fra i titoli del canone.

Nel programma serale (ore 20.30), il film con Pola Negri Der gelbe Schein (La tessera gialla), in cui la futura diva veste i panni di una giovane ebrea, sarà accompagnato eccezionalmente dal duo americano formato da Alicia Svigals, considerata la più grande violinista klezmer vivente, autrice della partitura, e dalla pianista Marilyn Lerner.

Due eventi musicali rendono particolarmente densa anche la serata di mercoledì 4 ottobre. Alle 20.30, Gabriel Thibaudeau esegue con Cristina Nadal la musica che ha composto per la versione di Carmen di Ernst Lubitsch, di cui è ancora protagonista Pola Negri. Segue, alle 22.30, Nebuvalyi Pokhid (Una campagna senza precedenti), che sarebbe riduttivo definire un documentario di propaganda sovietico, realizzato nel 1931 dal grande operatore e regista Mikhail Kaufman, fratello di Dziga Vertov. Recentemente riscoperto a Kiev, il film è accompagnato con la suggestiva partitura, che prevede la presenza di due pianoforti, del compositore ucraino Anton Baibakov eseguita dall’ensemble Anton Baibakov Collective.

Venerdì 6 ottobre (ore 20.30), il film A Fool There Was, assai piccante per l’epoca, con Theda Bara nel ruolo della donna predatrice, la Vampira, grazie al quale l’attrice diventò un’icona internazionale, viene presentato con la musica per quintetto composta e diretta da Philip C. Carli.

Nel gran finale di sabato 7 ottobre (ore 20.30), che anche quest’anno sarà in replica domenica 8 ottobre (ore 16), torna l’Orchestra San Marco di Pordenone diretta da Mark Fitz-Gerald per accompagnare il delizioso The Student Prince in Old Heidelberg (Il principe studente) di Ernst Lubitsch, ancora su partitura di Carl Davis.

LE PORDENONE MASTERCLASSES

Sempre sul versante musicale, due nuovi allievi, Richard Siedhoff e Bryson Kemp, arriveranno in città per seguire la quindicesima edizione delle Pordenone Masterclasses.

Le lezioni, tenute quotidianamente dai musicisti delle Giornate, sono uno degli appuntamenti più importanti del festival e quest’anno si svolgeranno, sempre alle ore 11, al Ridotto del Verdi da lunedì 2 a giovedì 5 ottobre e a Cinemazero venerdì 6 ottobre.

La pratica dell’accompagnamento richiede a chi la esegue la capacità di penetrare i contenuti, interpretare la psicologia dei personaggi, comprendere la struttura del film, cogliere dettagli e sfumature, intuire gli sviluppi futuri dell’azione. I partecipanti alle masterclasses hanno la possibilità di rafforzare queste abilità grazie ai preziosi insegnamenti dei musicisti delle Giornate che, vale la pena sottolinearlo ancora una volta, sono fra i migliori al mondo nell’accompagnamento del cinema muto.

Le Pordenone Masterclasses, realizzate con il sostegno della donazione Otto Plaschkes, godono di una reputazione internazionale nell’ambito di un campo musicale altamente specialistico ma sono aperte al pubblico, rappresentando per chiunque voglia coglierla un’occasione affascinante che apre nuovi scenari all’interpretazione dei film. Ingresso libero.

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