Saviano non fa Zero a Zero

"La cocaina è il turbo del capitalismo contemporaneo", dice lo scrittore. A Venezia 76 con ZeroZeroZero, la serie tratta dal suo romanzo e diretta da Sollima
Saviano non fa Zero a Zero
Roberto Saviano- Foto Karen Di Paola

(Cinematografo.it/Adnkronos)- “Il capitalismo contemporaneo è un turbo innescato dal narcotraffico. Il narcotraffico è una delle anime del capitalismo moderno. La legalizzazione sicuramente potrebbe interrompere questa massa di guadagna infiniti ma trasformerebbe l’economia”.

Lo ha detto Roberto Saviano presentando alla Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso la serie Sky ZeroZeroZero, tratta dal suo omonimo libro e diretta da Stefano Sollima.

Stefano Sollima – Foto Karen DI PAOLA

“Legalizzare – ha aggiunto Saviano – vuole dire bloccare i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. E impedire a questa grande economia, l’unica comparabile a quella del petrolio, di attraversare il mondo legale, a cui però dà forza. Voglio ricordarvi – ha sottolineato Saviano – che lo sportello di Vienna dell’Onu dichiarò che nel 2014 la crisi economica, che aveva creato soprattuto problemi di liquidità alle banche, fu superata grazie alla liquidità del narcotraffico che si riversò nelle banche europee”.

“Non esiste nulla che ti fa guadagnare di più della cocaina”, ha sottolineato Saviano, spiegando che la serie racconta il viaggio di una grossa partita di droga dalla Colombia a Gioia Tauro e snocciolando delle cifre impressionanti, le stesse raccontato nel libro e nelle serie. “La coca la compri in Colombia a 2.000 euro al kg, arriva in Messico a 15.000 al kg, arriva negli Usa a 27.000 euro al kg, arriva in Italia a 54.000 circa euro al kg, che diventano 70.000 euro in Inghilterra e 45.000 euro in Spagna”.

“Con 10.000 euro di cocaina pura comprata in Sudamerica – ha spiegato il giornalista-scrittore – diventi milionario. Da un kg se ne ricavano circa 3 tagliati, se tagliati con la schifezza si può arrivare anche a 4 kg. Da un kg di coca pura si ricavano circa 3.000 dosi, con un ricavo di circa 200.000 euro. Questo se parliamo di un mercato di altissima qualità. Sennò puoi arrivare anche 300.000-350.000 euro, come succede in alcune periferie dove tagliano la coca con il calcio per i cani o cose del genere. È chiaro che stiamo parlando dell’unica materia prima comparabile al petrolio. Ma che fa guadagnare molto di più del petrolio”.

Saviano ha poi fatto un esempio concreto dell’unicità della cocaina, rispondendo ad una giornalista straniera: “Se in questo momento, a lei che mi ha fatto questa domanda, io do un sacchetto di coca, lei prima di uscire dal festival lo sa vendere. Se le do un sacchetto di diamanti, lei non troverà nessuno disposto a fidarsi di lei per comprare dei diamanti, anche se sono veri. La facilità con cui la coca può essere venduta e istantaneamente testata, la rende in assoluto nel mondo la merce più preziosa. Questo rende questa serie il racconto non del narcotraffico ma un racconto sull’economia del nostro tempo”, ha concluso Saviano.

La serie, prodotta da Cattleya e Bartlebyfilm per Sky Studios, Canal+ e Amazon Prime Video, segue il viaggio del carico di cocaina, dal momento in cui un potente clan della ‘Ndrangheta decide di acquistarlo fino a quando viene consegnato e pagato.

ZeroZeroZero

Attraverso le storie dei suoi personaggi, ZeroZeroZero getta luce sui meccanismi con cui l’economia illegale diventa parte di quella legale e su come entrambe siano collegate a una spietata logica di potere e controllo che influenza le vite e le relazioni delle persone: “Perché la coca è regina in assoluto? Perché la vita oggi – dice Saviano – è pesantissima? Non guadagni mai abbastanza, sei sempre troppo grasso, devi lavorare sempre un’ora in più. La coca la usano i camionisti, i chirughi, i tassisti. È il tema che i governi stanno ignorando”.

Nella serie diversi protagonisti criminali hanno una loro religiosità: “Il potere – spiega – ha molto a che fare con la mistica religiosa. Questi boss vivono come gli ultimi calvinisti, sono l’ultima casse dirigente a un sacrificio. Loro sanno che si paga tutto: nessun boss pensa di poter essere amato, di poter fare la bella vita. Il poter lo paghi con l’odio, con la solitudine, con carcere e con la morte. Ma i boss ragionano in termini di ere, come mi disse una volta Pignatone. La loro sofferenza riguarda loro ma la loro famiglia vincerà”.

“La serie racconta come il traffico di questa ‘merce’ influenzi il mercato, l’economia mondiale e anche la nostra vita. Perché ognuno di noi anche se non ha mai fatto uso di cocaina, viene in contatto con questa economia”, dice Sollima.

ZeroZeroZero racconta sistemi criminali e familiari diversi tra loro ma ugualmente violenti e assetati di potere, e come i cartelli messicani, la ‘ndrangheta e uomini d’affari americani corrotti si contendano la supremazia delle rotte della merce più distribuita al mondo.

Tre continenti (America, Europa e Africa), sei lingue (inglese, spagnolo, italiano, francese, wolof e arabo) e quasi un anno di riprese per una serie in 8 episodi che vanta un budget “molto più alto di qualsiasi serie prodotta finora”, sottolinea Riccardo Tozzi di Cattleya, e un grande cast internazionale, con protagonisti Andrea Riseborough, Dane DeHaan, Gabriel Byrne, Harold Torres, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida, Francesco Colella e Tcheky Karyo.

Con Stefano Sollima alla regia di alcune parti della serie anche Pablo Trapero (Mondo grua, The clan) e Janus Metz (Borg McEnroe, True Detective).

ZeroZeroZero debutterà nel 2020 su Sky in Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria, su Canal+ in Francia e nei paesi francofoni di Europa e Africa, su Amazon Prime Video negli Usa, in Canada, America Latina e Spagna.

 

“Questa serie – ha spiegato Nicola Maccanico, Executive Vice President di Sky Italia e Ceo di Vision Distribution – “è una delle produzioni legate alla crescita di investimenti in produzioni originali di Sky, annunciati per il recente lancio di Sky Studios, la nuova casa di produzione e sviluppo pan-Europea” del gruppo.

 

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