Running up that Hill

Il guerriero della notte fuori concorso al Lido con Dead for a Dollar: "I film di Sergio Leone, con le musiche di Ennio Morricone, sono un bene mondiale"
Running up that Hill
Walter Hill

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “I film di Sergio Leone, con le musiche di Ennio Morricone, sono un bene mondiale, un bene dell’umanità. Sono film fondamentali nella storia del cinema”. Lo ha detto il grande regista, sceneggiatore e produttore statunitense Walter Hill (“I guerrieri della notte”, “48 ore”, “Ancora vivo”) arrivato alla Mostra del Cinema di Venezia per ricevere il premio Cartier Glory to the Filmmaker, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Per l’occasione, Hill ha portato al Lido Fuori Concorso il suo nuovo film western “Dead For A Dollar” con Christoph Waltz, Willem Dafoe, Rachel Brosnahan e Benjamin Bratt, in uscita negli Usa il 30 settembre.

“Ci sono personalità che raccontano storie attraverso il cinema che non possono essere imitate, come Luis Bunuel. Poi ci sono artisti che sono diventati fonti di ispirazione per tanti altri registi – ha sostenuto Hill – e penso ad Akira Kurosawa e John Ford e tra questi anche a Sergio Leone. Quello che lui ha donato al cinema è immenso”.

“Quanto ho imparato e preso io da Sergio Leone? Noi registi – ha detto il cineasta americano – siamo collegati l’uno all’atro, non possiamo essere separati da ciò che è stato fatto prima di noi, non siamo delle isole, esprimiamo la nostra creatività in un quadro più ampio di cui ha fatto parte anche Leone. Sergio era una persona imponente: io gli ho dato la mano un paio di volte e ho assistito anche ad una sua conferenza stampa che era in realtà un monologo”.

Walter Hill, nel corso di una conferenza stampa al Palazzo del Cinema al Lido, ha definito “i film western divertenti da girare”. Quanto al suo “Dead For A Dollar”, è ambientato a Chihuahua nel 1897, dove il cacciatore di taglie Max Borlund viene ingaggiato per trovare Rachel Price, la moglie dell’imprenditore Nathan Price. Tutti credono che la donna sia stata rapita da Elijah Jones, un disertore afroamericano, e che sia tenuta in ostaggio in Messico. Tuttavia, le ricerche di Max lo portano a scoprire che Rachel è fuggita volontariamente dal marito violento per stare con Elijah, di cui è innamorata. Sulle tracce di Max, intanto, si è messo Joe Cribbens, un fuorilegge che il cacciatore di taglie aveva consegnato alla giustizia anni prima.

Per il nuovo film girato in un solo mese nel Nuovo Messico, il regista ha spiegato che “l’uso della tonalità color sabbia, giallastra, era necessario per dare quella sensazione della costante presenza del sole in quella terra”. Hill ha definito la sua opera “un po’ malinconica, con una certa tristezza”.

Ad una domanda se i film western possano incitare alla violenza, Walter Hill ha risposto con nettezza: “Nessun film che io ho fatto promuove l’uso delle armi. Bisogna tuttavia ricordare che l’uso della forza talvolta è necessario, come dimostra la storia: dalla liberazione degli schiavi alla liberazione dei prigionieri nei campi nazisti. Tutti noi condanniamo i terribili eventi di questi anni fatti con le armi, le stragi, le sparatorie. Il problema è la disponibilità delle armi. La morte e la violenza sono repentini, arrivano da nulla e poi finisce tutto. E così succede nei film”.

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