Romolo + Giuly all’amatriciana

Dal fortunato corto web alla serialità targata FOX: il conflitto Roma Nord vs Roma Sud si espande e diventa "La guerra mondiale italiana". Dal 17 settembre 8 puntate in prima serata
13 settembre 2018
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Romolo + Giuly all’amatriciana

“Chi prende sul serio questa operazione non ha capito nulla. È satira surreale, fantasy comico. Come Il trono di spade con dentro Don Camillo e Peppone”. Così Alessandro Saba, Vice President Entertainment di Fox, spegne sul nascere le varie polemiche social nate intorno a Romolo + Giuly. La guerra mondiale italiana, la nuova serie comedy italiana targata Fox che andrà in onda dal 17 settembre ogni lunedì alle 21.15 su FOX (canale 112 di Sky).

Prodotta dalla Wildside di Mario Gianani e Lorenzo Mieli con Lorenzo Gangarossa e con Zerosix Productions, la serie è incentrata sulla travagliata storia d’amore tra Romolo e Giuly, coppia di eredi dei Montacchi e dei Copulati, potenti famiglie della Capitale che rimanda con ironia alla matrice shakespeariana della più famosa e tragica storia d’amore mai raccontata. L’incontro tra i due ragazzi fa riesplodere il conflitto ancestrale tra l’opulenta e “fighetta” Roma Nord e la verace e “coatta” Roma Sud, conflitto che ben presto, e in modo completamente inaspettato, coinvolgerà tutta Italia, da Milano a Napoli.

Beatrice Arnera e Alessandro D’Ambrosi

Creatori della serie sono Michele Bertini Malgarini (che cura anche la regia), Giulio Carrieri e Alessandro D’Ambrosi, già creatori nel 2016 del pluripremiato cortometraggio per il web Romolo + Giuly, da cui è tratta la serie, in cui si ironizza sulle differenze ideologiche, sociali, linguistiche e antropologiche tra Roma Nord e Roma Sud. Un successo clamoroso – in sole tre settimane 1.6 milioni di visualizzazioni, raggiungendo oltre 3 milioni di persone – che ha convinto Fox e Wildside a trarne una serie per la tv in 8 episodi da 30 minuti.

“La comicità è arte complessa e alta, al mutare della società ha bisogno di nuovi interpreti. Va presa sul serio e vanno stimolati, incoraggiati nuovi talenti”, dice Mario Gianani di Wildside, con Alessandro Saba che spiega perché Fox abbia voluto produrre il format: “Il mercato è affollatissimo, fare una nuova Gomorra o un nuovo The Young Pope non è cosa banale, quindi abbiamo voluto ricominciare con la commedia proprio come accadde qualche anno fa con Boris. Oggi nascono giovani talenti del web, in una palestra che fino a pochi anni fa non esisteva. Possiamo trovare gli attori e le storie in rete, la cosa importante è non snaturarli: l’importante è guardare sia alla bontà della storia che all’indice di gradimento con i like ottenuti. Nel caso di Romolo + Giuly l’unica cosa che abbiamo chiesto agli autori è stata quella di far uscire la vicenda dal raccordo anulare e fare una cosa che coinvolgesse l’Italia intera”.

Passaggio, quello dal web alla televisione, al quale non sembrano “credere” neanche gli autori: “Tre anni fa eravamo un link su Vimeo e ora siamo in prima serata su Fox”, dice Michele Bertini Malgarini.

“Ma non siamo dovuti scendere a nessun compromesso. Dal web alla tv poche difficoltà perché la nostra storia, seppur piccola all’inizio, aveva già una trama, una direzione verso cui andare. Poi certo c’è stata l’apertura a Milano e Napoli”, aggiunge Giulio Carrieri, che in merito all’idea originaria spiega: “Credo che ogni giovane autore debba guardare ciò che lo circonda. L’ispirazione per questa storia l’ho avuta una sera a cena con una mia cara amica di via Cortina d’Ampezzo (Roma Nord, ndr) che mi raccontava della sua storia d’amore con un ragazzo di Garbatella (Roma Sud, ndr), insistendo molto sulle varie difficoltà logistiche e culturali che riscontrava in quel rapporto”.

Dal punto di vista linguistico, invece, la serie è strutturata su una “comicità pungente, poco consona, poco politically correct. Diciamo che nell’ampio spettro di modelli di riferimento troviamo i Monty Python e i Simpson, un po’ tutto quello che è stato in grado di elevare l’arte comica ad uno sguardo surreale sull’attualità e sulla politica”, conclude Carrieri.

Coautore della serie è Alessandro D’Ambrosi, chiamato oltretutto ad interpretare Romolo: “La cifra stilistica è volutamente grottesca e surreale, un buon modo per raccontare una realtà che a volte è ancor più grottesca di come la dipingiamo. Il tema di fondo è la diversità e nel momento in cui questa diversità si scontra finisce per migliorare i due protagonisti. Mondi diversi che invece collimano, lontani solo per il modo di parlare e per le abitudini”.

A segnare l’inizio degli imprevedibili accadimenti che cambieranno per sempre il volto della Città eterna è l’incontro fortuito tra Romolo Montacchi (Alessandro D’Ambrosi) e Giuly Copulati (Beatrice Arnera). Giuly è destinata, come usanza nel suo ambiente, a un matrimonio di convenienza, ma l’imprevista scintilla amorosa scaturita dall’incontro con Romolo cambierà il suo destino.

Ma se Roma è in lotta, il resto d’Italia non rimane a guardare e una terribile e sotterranea minaccia incombe sulla Capitale. Napoli e Milano – capitanate rispettivamente da Don Alfonso (Fortunato Cerlino, Gomorra) e da Giorgio Mastrota (nei panni di se stesso: “Saranno 20 anni che non mi vedo in video lontano da un materasso, anche se nella prima scena me l’hanno messo perché serviva per mettermi a mio agio”, dice ridendo l’ormai celebre televenditore) – unite dall’odio per Roma si coalizzano nella più insospettabile delle alleanze. Le due città sono infatti esasperate dal bullismo culturale dei romani, che da sempre dileggiano i milanesi come dei noiosi stakanovisti avvolti dalla nebbia e i napoletani come “mariuoli” sommersi dai rifiuti e dal caos.

Giorgio Mastrota

Milano è stata privata persino della settimana della moda, trasferita di peso a Roma Nord su richiesta del boss Massimo Copulati (Massimo Ciavarro), mentre il Vesuvio è stato trasformato da Arfio Montacchi (Federico Pacifici) in un immenso inceneritore “naturale”, a seguito della chiusura delle discariche romana ormai giunte al collasso.

L’obiettivo di questa impensabile alleanza fra Napoli e Milano è semplice e chiara: una volta realizzata la presa di Roma, le due città intendono separare l’Italia. Al Nord un’efficientissima S.p.A., gestita da un Cda massonico milanese; al Sud una rinnovata monarchia di stampo borbonico.

Ma come realizzare la conquista della Città Eterna? L’amore contrastato tra Romolo e Giuly e l’inasprirsi dello scontro tra Montacchi e Copulati – in lotta per la poltrona di Sindaco di Roma – rappresentano l’occasione perfetta. La rivalità politica tra le parti si è ormai trasformata in una furibonda battaglia che coinvolge tutti i quartieri della città in uno scontro senza esclusione di colpi fra l’epico e il grottesco. Finalmente il momento tanto atteso dell’invasione della Capitale da parte dell’asse Napoli-Milano è giunto. È scoppiata la “Guerra mondiale italiana”.

Fortunato Cerlino è Don Alfonso

Tanti i personaggi per un cast ricco e variegato a partire dalla partecipazione straordinaria di Francesco Pannofino, che ritorna in una serie Fox questa volta nei panni di Edoardo Pederzoli, Presidente della Regione Lombardia, sfegatato tifoso della Lazio ed emanazione del clan dei Copulati per la romanizzazione di Milano.

E ancora le due regine di Roma: da un lato Michela Andreozzi, nel ruolo di Olimpia Copulati – madre di Giuly  e annoiatissima e rifattissima moglie di Massimo Copulati – e Lidia Vitale che dà il volto alla “lupa” di Roma Sud, Anna Montacchi, moglie di Arfio e madre di Romolo.

 

Completano il cast Niccolò Senni (Giangi Pederzoli, promesso sposo di Giuly); Matteo Nicoletta (Dario) e David Pietroni (Manuel), i fedelissimi amici di Romolo; Stefano Fregni (Teodorico Fumagalli, leader del Movimento Settentrionale Nordico del Nord); Marco Gambino (Don Calogero, capo della Mafia siciliana); Lucio Patané (Dott. Brambilla); Umberto Smaila nei panni di se stesso, membro loggia massonica milanese; Ludovica Martini (Deborah, la promessa sposa di Romolo); Andrea Trovato (voce e movimenti del pupazzo Tciù, il malefico e rancoroso personaggio peloso fondatore della Massoneria milanese insieme a Mastrota) e Nunzia Schiano (Donna Assunta, madre amorevole e ambiziosa di Don Alfonso).

La serie è impreziosita dai camei di Giorgio Panariello e Paolo Bonolis, entrambi nei panni di loro stessi.

Tante anche le web star che hanno prestato il loro volto agli improbabili personaggi della serie: a partire da Federica Cacciola, alias Martina dell’Ombra, che nella serie interpreta Martina, figlia di Don Calogero e procace promessa sposa di Don Alfonso; Le Coliche, inflessibili guardiani del check point di Ponte Milvio che divide Roma Nord da Roma Sud; e gli Actual, menestrelli assoldati alla corte della famiglia Copulati.

Anche i trionfatori dell’ultima edizione del Festiva di Sanremo, Lo Stato Sociale, hanno partecipato al progetto: il loro nuovo singolo, Il Paese dell’Amore (Garrincha dischi/ Island Records) è infatti il sound track ufficiale della serie. Nell’omonimo video clip – parodia di una celebre scena de Le Iene di Quentin Tarantino – a fianco al protagonista Lodo (Lodovico Guenzi), nei panni di Mr Blond che tortura il povero pupazzo Tciù, troviamo anche altri due interpreti della serie di Fox, Fortunato Cerlino e Giorgio Mastrota.

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