Roberto Cicutto a #CheCinemaFarà

Il nuovo presidente della Biennale di Venezia sull'audiovisivo dopo il Covid-19: "Avremo una maggiore offerta di generi, storie, prodotti che si ispireranno a quello che stiamo passando"
21 Aprile 2020
Business, Personaggi
Roberto Cicutto a #CheCinemaFarà
Roberto Cicutto

Roberto Cicutto, nuovo presidente della Biennale di Venezia, risponde alle domande di #CheCinemaFarà, l’iniziativa – che ha avuto una sua anteprima con l’intervento di Antonio Monda – con cui la Fondazione Ente dello Spettacolo vuole esplorare le opportunità che pone questa crisi: tre domande sul futuro dell’audiovisivo per condividere le idee, le suggestioni, le provocazioni di autori, attori, maestranze, direttori di festival, critici, giornalisti, personalità delle istituzioni, appassionati. (Qui il video integrale)

“Questa situazione ha generato una quantità di offerta di materiale cinematografico e audiovisivo sulle piattaforme e nei palinsesti televisivi che non ha precedenti: può costituire un laboratorio incredibile per capire i consumi degli spettatori» riflette il presidente Cicutto nel suo intervento. «Quello che sta succedendo dimostra in maniera non didascalica né ideologica la necessità della cultura e dell’industria cinematografica: la gente comincerà a pensare a quanti lavoratori sono impiegati in questo settore e considerarlo come necessario per l’economia del Paese e anche per i contenuti che ci porta e trasmette”.

Cosa potrà significare andare al cinema dopo? “Poter scegliere su un’offerta maggiore. Negli ultimi anni l’Italia ha avuto straordinarie esperienze e eccellenze che si sono imposte nel mondo, ma nella medietà della produzione c’è un senso di ripetitività che forse dipende dal modo in cui si producono i film in Italia”.

 

Che film si realizzeranno? “Utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla nuova Legge Cinema e riconsiderando gli interventi dei broadcaster in maniera meno selettiva, avremo una maggiore offerta di generi, di storie, di prodotti che si ispireranno a quello che stiamo passando, dall’horror al film sentimentale. Si comincerà a considerare anche altre forme di racconto audiovisivo, come i documentari, i cortometraggi, i materiali d’archivio. Vediamo quanta gente si collega ai patrimoni archivistici offerti dalle istituzioni”.

Dove si vedranno? “Succederà qualcosa di importante nell’audiovisivo e il cinema sarà utilizzato più di quanto sia stato fatto finora. A partire dai contenuti e dai soggetti, si deciderà la forma migliore per la distribuzione tra la sala e le piattaforme”.

 

Nel suo intervento, Cicutto si concentra sul tema della formazione. “La didattica diventerà una grande modalità di fruizione dei materiali audiovisivi. All’Istituto Luce – di cui Cicutto è Presidente e Amministratore Delegato uscente – avevamo un programma di formazione mettendo in condizione formatori e insegnanti di usare materiali audiovisivi come libri di testo. Ogni insegnante deve poter costruire la lezione audiovisiva e non solo per raccontare il cinema ma anche le arti o la musica. Negli archivi tutto questo c’è: è un’occasione che non possiamo non cogliere”.

Ogni giorno alle ore 15, sarà pubblicato un nuovo video, disponibile su entespettacolo.org e sui canali social della FEdS (FacebookTwitterInstagramYouTube).

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