Antonio Monda a #CheCinemaFarà

"I grandi sconvolgimenti epocali producono una doppia reazione: film che affrontano direttamente il trauma e film più metaforici, che in America sono detti escapisti" afferma il direttore artistico della Festa di Roma
Antonio Monda a #CheCinemaFarà
Il direttore artistico Antonio Monda

“C’è una grande fame di vedere nuovi film” sostiene Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema di Roma a #CheCinemaFarà, la nuova iniziativa promossa dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, per esplorare le opportunità che pone la crisi del Covid-19, raccogliendo idee, suggestioni, provocazioni di quanti a vario titolo fanno parte della filiera cinematografica, dalla produzione alla promozione.

Che tipo di film si vedranno? “I grandi sconvolgimenti epocali – riflette Monda – hanno sempre prodotto una duplice reazione. Da una parte, c’è chi affronta direttamente il trauma, pensiamo ai film realizzati dopo la fine delle due guerre mondiali. Dall’altra, quelli che rielaborano metaforicamente attraverso una reazione escapista. Per esempio, alla fine degli anni Quaranta a Gianni e Pinotto, La costola di Adamo o alle commedie di Ernst Lubitsch e Preston Sturges”.

Dove si vedranno i film? “Certamente la sala ha subito un colpo enorme. Il cinema consiste nella fruizione, insieme a degli sconosciuti, di un film proiettato su uno schermo più grande dello spettatore. Se eliminiamo uno di questi elementi, togliamo l’essenza stessa del cinema”.

Qui il video integrale dell’intervista.

 

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