Più Cetto per tutti!

Antonio Albanese porta sul grande schermo l'imprenditore calabrese reso celebre dalla tv: al via le riprese di Qualunquemente, in regia Manfredonia
8 Giugno 2010
Più Cetto per tutti!
Antonio Albanese è Cetto La Qualunque

“Portare Cetto La Qualunque al cinema è stata un’idea eccitante e vagamente incosciente. Proprio per questo abbiamo deciso di realizzarla. In questi anni Cetto La Qualunque è stato per me, e per lo sceneggiatore Piero Guerrera, una straordinaria lente di ingrandimento che ci ha permesso di mettere a fuoco quello che succedeva nel nostro sud e nel resto del paese. Un modo per raccontare tutto quello che non ci piace e per mettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Cetto ci ha dato il grande privilegio di ridicolizzare comportamenti e modelli, che per molti saranno furbeschi e vincenti, ma per noi sono solo ignoranti e patetici. Il desiderio è dunque quello di raccontare con questo film un pezzo ingombrante della nostra realtà con la comicità. Uno dei linguaggi più complessi e misteriosi che abbiamo a disposizione. Il film è per noi un omaggio ad una terra che amiamo e vorremmo proteggere e difendere. Ridere dunque, per esorcizzare e per recuperare voglia di andare avanti. Nella speranza che Cetto La Qualunque diventi col tempo solo una macchietta e non uno specchio fedele dei nostri tempi”. Così Antonio Albanese commenta l’approdo sul grande schermo di uno dei suoi personaggi, Cetto La Qualunque, imprenditore calabrese corrotto, depravato e ignorante che disprezza la natura, la democrazia e soprattutto le donne, di cui promette ai suoi sostenitori grande abbondanza. Il suo motto è “più pilu e cemento armato”. Il personaggio, nato in Rai nel 2003 all’interno del programma “Non c’è problema”, ha raggiunto il grande consenso del pubblico con la Gialappa’s Band nel programma “Mai dire domenica” e nelle ultime stagioni è ospite del programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”. Il film – prodotto da Fandango – è Qualunquemente, per la regia di Giulio Manfredonia, e sarà incentrato sul ritorno in Italia di Cetto La Qualunque dopo una lunga latitanza all’estero. Con lui rientrano anche una bella ragazza di colore ed un bambina di cui non riesce a ricordare il nome: la sua nuova famiglia. Al ritorno in patria Cetto ritrova il fidato braccio destro Pino e la famiglia di origine: la moglie Carmen e il figlio Melo. Ovviamente far convivere il tutto non sarà facile. I suoi vecchi amici lo informano che le sue proprietà sono minacciate da un’inarrestabile ondata di legalità che sta invadendo la loro cittadina. Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un “pericoloso” paladino dei diritti. Così, Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione in compagnia di simpatiche ragazze non ha dubbi e decide di “salire in politica” per difendere la sua città. La campagna elettorale può cominciare…
Le riprese del film iniziano oggi, 8 giugno, per protrarsi 8 settimane nei dintorni di Roma e in Calabria, a Lamezia Terme, Scilla e Palmi, grazie all’apporto della Calabria Film Commission. La sceneggiatura è scritta da Antonio Albanese e da Piero Guerrera, con la collaborazione di Giulio Manfredonia. Nel cast oltre ad Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Salvatore Cantalupo e Luigi Maria Burruano. Il direttore della fotografia è Roberto Forza, i costumi di Roberto Chiocchi, la scenografia è di Marco Belluzzi, il montaggio è di Cecilia Zanuso, le musiche originali sono de la Banda Osiris. L’uscita del film è prevista per l’inizio del 2011.
“Lavorare con Antonio è sempre un’avventura magnifica – dice il regista Giulio Manfredonia -. Lo facciamo da più di dieci anni con varie formule: lui regista io aiuto regista nei suoi primi due film, lui attore ed io regista e sceneggiatore nel mio secondo film, ora lui attore e autore ed io regista. Il film è per me una meravigliosa sfida: entrare col linguaggio dei fumetti nella cronaca di oggi, reinventandola e astraendola, per ri-raccontarla, speriamo, ancor meglio. Credo che la comicità sia un modo efficace come nessun altro per raccontare la realtà, anche e soprattutto quando si tratta di situazioni dure, drammatiche. La chiave comica elimina ogni retorica, ci allontana dal moralismo e questo rende la narrazione ancor più efficace. Cetto è al contempo un “eroe” dell’Italia di oggi e un personaggio assolutamente astratto e surreale”.

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