Pino Donaggio, parole in musica

Il cantautore e compositore si racconta al Ca' Foscari: "Brian De Palma volle me per Carrie dopo aver visto A Venezia... un dicembre rosso shocking di Nicolas Roeg"
10 Ottobre 2020
Festival, In evidenza, Premi
Pino Donaggio, parole in musica
Pino Donaggio

Da Io che non vivo (senza te) alle celebri colonne sonore per Brian De Palma: il cantautore e compositore veneziano Pino Donaggio ha raccontato la sua prestigiosa carriera musicale in un incontro presentato da Anton Giulio Mancino a conclusione della penultima giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival.

I primi contatti tra Donaggio e il cinema iniziano con alcuni suoi grandi successi – su tutti Io che non vivo (senza te) ­– che entrano a far parte delle colonne sonore di film come Vaghe stelle dell’Orsa… (1965), film Leone d’Oro di Luchino Visconti, e L’assassinio (1961), esordio di Elio Petri. Ma è il 1973 che, del tutto casualmente, dà il via alla sua carriera di compositore di colonne sonore: una chiamata del produttore inglese Peter Katz permette infatti a Donaggio di realizzare il soundtrack di A Venezia… un dicembre rosso shocking (Don’t look now) di Nicolas Roeg.

Da lì, la vincita del Premio Miglior Colonna da parte di Films and Filming e soprattutto l’apprezzamento di Brian De Palma. “Bernhard Hermann era appena scomparso e Brian cercava qualcuno che lavorasse alle musiche di Carrie (1976): non voleva altri musicisti americani e scelse me dopo aver visto il film di Roeg”, ha raccontato Donaggio. Sostanziali però alcune differenze tra il suo stile musicale e quello del celebre compositore delle musiche di molti film di Hitchcock: “Mentre Hermann preparava da subito il pubblico alla tensione, io preferivo rilassare il pubblico all’inizio e poi dare il colpo musicale improvviso per far saltare la gente dalla sedia, proprio come succede con la scena dove la mano di Carrie esce dalla tomba”.

La fortunata collaborazione è durata per ben otto film e ha consentito a Donaggio di lavorare con tanti altri grandi registi (tra i tanti: Dario Argento, Liliana Cavani, Pupi Avati). “La fortuna che ho avuto in America è dovuta proprio al tipo di film che De Palma faceva, dove c’era poco dialogo e le scene erano principalmente accompagnate dalla musica, che così aveva modo di emergere”, ha aggiunto il Maestro, raccontando anche il metodo di lavoro utilizzato durante le composizioni per De Palma: “Per tutti i film dei primi anni io scrivevo la musica in Italia e De Palma ascoltava tutto il lavoro solo in un secondo momento, dopo che avevo già composto tutto: ogni volta la sera prima ero molto in ansia, come se dovessi dare un esame, per fortuna è sempre andata bene. Ora non funziona più così, ci sono i demo e i provini, con Passion (2012) e Domino (2019) sapeva già cosa dall’inizio che cosa stessi scrivendo”.

La consacrazione definitiva per Donaggio è poi arrivata creando le colonne sonore di capolavori del thriller e del rapporto immagine-musica come Vestito per uccidere (1980), Blow Out (1981), e Omicidio a luci rosse (1984). Ma, come spesso vale per i grandi autori, è stato in grado di sfruttare il suo talento in modo poliedrico e di lavorare anche per altri generi: commedie – Non ci resta che piangere (con Benigni e Troisi), 7 chili in 7 giorni (con Verdone e Pozzetto), Il mio West (con Pieraccioni e Bowie) –, drammi sociali (Il caso Moro e Giovanni Falcone di Giuseppe Ferrara) e la televisione.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy