Pardo per Amos Gitai

Al regista israeliano il premio del festival di Locarno. "E' uno spirito libero", dice il direttore Maire
8 Aprile 2008
Pardo per Amos Gitai

Ad Amos Gitai il Pardo d’onore del 61° Festival di Locarno, in programma dal 6 al 16 agosto. Per accompagnare l’evento, diversi film del regista israeliano saranno proposti al pubblico locarnese. Nato ad Haifa nel 1950 e autore di una quarantina tra lungo e mediometraggi, Amos Gitai ha debuttato come documentarista. Nel 1992 è stato membro della giuria ufficiale del festival e ha partecipato in diverse occasioni al concorso Cineasti del presente, in particolare con The Arena of Murder, dedicato all’assassinio di Yitzhak Rabin (1996). Tra le sue opere di finzione, premiate e selezionate nei festival più importanti, ricordiamo Esther (1985), Berlin-Jerusalem (1989), Kadosh (1999), Kippur (2000) e Free Zone (2005). Nel 2007, Désengagement, con Juliette Binoche, è stato presentato alla Mostra di Venezia, mentre Plus tard, tu comprendras, con Jeanne Moreau, alla Berlinale 2008. Secondo il direttore artistico di Locarno, Frédéric Maire: “Amos Gitai occupa un posto molto particolare nel panorama del cinema contemporaneo. Le sue opere, profondamente radicate nella geografia e nella storia del suo Paese, pongono interrogativi sempre nuovi che toccano passato e presente, attualità e memoria, viaggio ed esilio, l’uomo e la sua terra. In particolar modo, ogni suo film pone davanti al nostro sguardo l’infinita complessità della realtà, che siano documentari politici, pamphlet economici, affreschi storici o mitologici, racconti di guerra o finestre sulla società. Regista prolifico, Gitai è soprattutto uno spirito libero e democratico, per il quale il cinema è principalmente l’espressione di uno sguardo critico sul mondo.”

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