Oltre il Varco di Ferrone e Manzolini

“I diari e gli archivi sono il punto di partenza” dicono i registi dell’opera scritta da Wu Ming 2, in Sezione Sconfini a Venezia76, “evitato l’approccio documentaristico”
3 Settembre 2019
Eventi, Festival, In evidenza
Oltre il Varco di Ferrone e Manzolini

“Benché elementi personali e privati siano entrati nella storia del nostro nuovo personaggio” continua Michele Manzolini, co-regista de Il Varco, presentato a Venezia76 in Sezione Sconfini, “la nostra guida era solo la suggestione del materiale visivo”.

Replica allora Federico Ferrone, l’altro regista: “Staccare dalla forma puramente documentaria, ci ha dato una libertà, in scrittura, che ci ha aiutato a creare un unico e nuovo punto di vista”.

E i riferimenti al contemporaneo? “Sono la scommessa del film. Gli stessi luoghi, con gli stessi nomi, dove si compirono massacri allora, oggi sono di nuovo teatro della guerra”.  E si domanda: “Magari non è casuale che proprio lì, dove si è combattuto tanto aspramente, si combatta ancora e di nuovo”.

Interviene a questo punto Wu Ming 2, elemento del celebre collettivo anonimo di scrittori autori di Q e Altai: “La parte più intima del film pone questioni narrative. Non abbiamo fatto un uso selvaggio del materiale d’archivio, c’è stato sempre un lavoro di equilibrio e rispetto del materiale, pubblico e privato, ed è stato più difficile e diverso dal fare un documentario”.

E continua, sulla rappresentazione della campagna di Russia e degli Italiani in guerra: “È un’arma a doppio taglio rappresentare la quotidianità dei totalitarismi di allora, perché se da una parte è vero, lontano dal fronte, lo scopo del film è l’opposto del normalizzare”.

Chiude le testimonianze Claudio Giapponesi, di Kiné Società Cooperativa, che ha collaborato in produzione con Istituto Luce: “Per la sua stessa natura ibrida, Il Varco è complicato anche da distribuire. Non adatto in un festival documentario, forse nemmeno in un festival di fiction. Per questo siamo onorati di essere qui, a Venezia: è la prova che si può fare cinema di questo genere, tra l’altro limitato al solo ‘900, visto che è l’unico secolo ad usare la pellicola”.

Lascia una recensione

1 Comment on "Oltre il Varco di Ferrone e Manzolini"

avatar
più nuovi più vecchi più votati
Luca
Ospite

Molto interessante come esperimento, soprattutto per valorizzare le migliaia di kilometri di materiali d’archivio che spesso rimangono dimenticate, speriamo nasca un filone di questo tipo di cinema.

2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy