Nelle mani di Jules Benchetrit

"Ho lavorato per tre mesi per imparare la fisicità di un musicista. Ho studiato la postura, le mani e i gesti", dice il giovane attore. Protagonista di In Your Hands di Ludovic Bernard, in Alice nella Città
Nelle mani di Jules Benchetrit
Jules Benchetrit - Foto Pietro Coccia

“E’ molto importante nella vita trovare qualcuno che ti guidi nella realizzazione dei tuoi sogni e ti mostri la strada”, così il regista Ludovic Bernard introduce il film Nelle tue mani (In your hands), che è stato presentato nella sezione Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma.

Protagonista del film è Mathieu Malinski (Jules Benchetrit, Il condominio dei cuori infranti), un ragazzo di periferia, che suona il pianoforte magicamente e il cui eccezionale talento sarà scoperto dal direttore del conservatorio di Parigi Pierre Geithner (Lambert Wilson).

“L’idea di questo film mi è venuta in modo molto semplice- prosegue il regista- Stavo alla stazione di Bercy a Parigi e mi accingevo a prendere un treno quando ho sentito un giovane che suonava il pianoforte. Era un ragazzo che a prima vista non possedeva assolutamente i codici della musica classica, ma che interpretava divinamente bene un valzer di Chopin. E’ stato un momento magico: sono salito sul treno e mi sono messo a immaginare e a scrivere il presente, il passato e il futuro di quel giovane”.

La storia è stata poi ambientata nella stazione ferroviaria parigina di Gare du Nord. Il giovane talento, che compie piccoli furti, deciderà di andare a studiare al conservatorio a seguito della proposta di Pierre che gli eviterà la prigione in cambio di qualche ora di lavoro socialmente utile. Sotto la guida dell’intransigente “Contessa” (Kristin Scott Thomas) Mathieu affronterà poi una sfida che non riguarda solo lui, ma il futuro stesso del Conservatorio. “Abbiamo la possibilità di scegliere i nostri maestri, ma bisogna fare uno sforzo per trovarli. Sono figlio di un attore e mio papà è nato in una famiglia poverissima, ma ha fatto in  modo di trovare il suo maestro. Allo stesso modo le famiglie devono essere attente ai talenti dei giovani che hanno in casa”, dice Lambert Wilson a proposito dell’importanza di trovare dei maestri nella vita. 

Jules Benchetrit racconta poi come è riuscito ad interpretare il suo personaggio: “Non sono un pianista e ho lavorato per tre mesi per imparare la fisicità di un musicista. Ho studiato la postura, le mani e i gesti. Non ho mai seguito scuole di recitazione. L’unica cosa che facevo da piccolo era quella di reinterpretare le scene dei film che vedevo”. 

Quali le ispirazioni per questo film? “Nessun film musicale in senso stretto. Mi piacciono i film per ragazzi e su giovani che divorano la propria vita pur di realizzare il proprio sogno. Penso a Billy Elliot e Genio ribelle“, risponde il regista. E Lambert: “Per me una fonte di ispirazione importante è stato il libro Body and soul di Frank Conroy, che consiglio a tutti di leggere. E’ la storia di un giovane dotatissimo che viene scoperto da un uomo più anziano”.

Ma visto che si parla di maestri di vita, quali sono stati i loro? Per il regista: “Il cinema italiano del passato, ma anche Paolo Sorrentino e Matteo Garrone”. Per Lambert: “Non si capisce immediatamente quando hai davanti un maestro e spesso te ne rendi conto dopo, scoprendoli una volta che è passata la lezione”. Infine Benchetrit risponde: “Ne ho avuti molti, il primo è stato mio padre che mi ha cresciuto da solo”.

Il film uscirà in sala il 20 dicembre distribuito da Cinema di Valerio De Paolis.

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