Mastroianni in mostra

Al Museo dell'Ara Pacis di Roma fino al 17 febbraio l'esposizione sul grande attore italiano curata da Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna. Da non perdere
Mastroianni in mostra

“Una vita tra parentesi”. Così Marcello Mastroianni amava definire la sua vita. La parentesi tra un set e l’altro, tra un palcoscenico e l’altro, lungo una carriera fatta di tantissimi film, spettacoli e personaggi. E proprio la sua vita e il suo cammino artistico sarà ripercorso nella mostra Marcello Mastroianni che si tiene al Museo dell’Ara Pacis a Roma, dove rimarrà fino al 17 febbraio.

Lo spettatore, accompagnato dalla sua voce, dai suoi ricordi e dalle tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, potrà così conoscere il volto più amato del cinema italiano nel mondo. 

Si ricordano le sue interpretazioni forse più belle del cinema italiano del dopoguerra: dai suoi ululati di fronte allo spogliarello della sensuale Sophia Loren in Ieri, oggi e domani di Vittorio De Sica al bagno nella Fontana di Trevi insieme ad Anita Ekberg in La dolce vita di Federico Fellini. Scene indimenticabili e pellicole che fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo.

Un attore che è riuscito a vestire i panni di personaggi intensi alternandoli con interpretazioni più leggere. Impossibile dimenticare il suo sguardo dolce e quel suo sorriso sornione e un po’ malinconico. Elegante, riservato, ironico, distaccato, amava stare al telefono, era sempre pronto a proteggere il suo mondo privato e a scherzare su se stesso. Mastroianni ha interpretato circa 150 film.

Nato nel 1924 in provincia di Frosinone, Mastroianni era di umili origini, suo padre faceva il falegname. Dopo un’infanzia trascorsa in Ciociaria, cosa che lo accomuna ad altri due giganti come Nino Manfredi e Vittorio De Sica, si trasferì con la famiglia prima a Torino e poi a Roma, nel quartiere di San Giovanni. Terminata la guerra, nel 1945, comincia a prendere le prime lezioni di recitazione e a bussare alle porte del cinema. La fama arriva nel 1958 con il film di Mario Monicelli I soliti ignoti. Saranno poi i due capolavori di Federico Fellini, La Dolce Vita (1960) e 8 1/2 (1960), a conferirgli il successo internazionale. 

L’esposizione, curata da Gian Luca Farinelli della Cineteca di Bologna, ripercorre così la sua carriera straordinaria dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948 alla collaborazione con Federico Fellini, di cui diventò un vero e proprio alter ego.

E’ stato definito un latin lover, ma ha sempre voluto tenersi lontano da questo stereotipo. Non è un caso che, sempre nel 1960, cerca di sfatare il proprio mito di sex symbol e trasfigura il cliché del conquistatore per vestire i panni di un giovane, innamorato e desiderato dalle donne, ma purtroppo impotente nel film Il bell’Antonio di Mauro Bolognini (insieme a Claudia Cardinale).

Lo imbarazzava che fosse indicato da tanti come l’icona della mascolinità italiana nel mondo. Sposato con l’attrice Flora Casabella. Nonostante le tante storie d’amore extraconiugali con bellissime donne (tra cui Silvana Mangano, Catherine Denevue e Faye Dunawey) non ha mai divorziato. “Ci sono geometri che hanno avuto più storie d’amore di me”, diceva quando parlava della sua vita privata. 

Nel cinema si è sbizzarrito interpretando anche preti in La moglie del prete diretto da Dino Risi ed ex annunciatori radiofonici omosessuali in Una giornata particolare di Ettore Scola. Al suo fianco, in entrambi i film, c’era sempre Sophia Loren. Un sodalizio artistico che Vittorio De Sica ha saputo valorizzare meglio di chiunque altro. Uno per tutti: il celebre Matrimonio all’italiana che prende le mosse dal testo teatrale di Eduardo De Filippo Filumena Marturano. 

Quattro anni fa il festival di Cannes scelse Marcello Mastroianni per il poster della sua sessantasettesima edizione, quest’anno lo si omaggia proprio nella sua città, a Roma, con questa bella mostra. 

I materiali, oltre che dalla Cineteca di Bologna e dall’Istituto Luce, provengono dallo stesso Mastroianni e da numerosi altri archivi (tra cui Rai e Cinemazero). La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e curata dalla Cineteca di Bologna, e realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le attività culturali in collaborazione con Istituto Luce -Cinecittà, con il sostegno degli sponsor Acea, Roberto Coin, Igea Banca, Sorgente Group e dello sponsor tecnico Italiana Assicurazioni. Hanno collaborato Rai Teche, Cinemazero, Fondazione Cinema per Roma. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. Coordinamento organizzativo a cura di Equa di Camilla Morabito.

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Non leggo nell’articolo nessun accenno all’interpretazione di Marcello Mastroianni nel film-capolavoro di Pietro Germi, “Divorzio all’italiana”. Eppure, come ha scritto bene il regista Gianni Amelio, “Incarnando da par suo il barone Cefalù, Mastroianni ribaltò non solo quello che aveva fatto prima ma presumibilmente quello che gli avrebbero concesso di fare in seguito, dopo l’esito del capolavoro di Fellini[“La dolce vita”]. Che “un giovane primattore amoroso” si mortificasse nelle fattezze sudaticce, indolenti, molli, di un meschino uxoricida di mezza età, fu un colpo di genio dell’interprete e del regista. E il pubblicò lo amò ugualmente se non di più”. Non sono… Leggi il resto »

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