Le Deux di Filippo Meneghetti

"L'amore dev'essere libero" dichiara Martin Chevalier, protagonista del film in anteprima alla Festa del Cinema di Roma
Le Deux di Filippo Meneghetti

“È la società che rende le cose difficili” commenta Martine Chevalier, rinomata attrice di teatro in Francia (“da 52 anni!”) e una delle protagoniste, con Barbara Sukowa, di Deux, film di Filippo Meneghetti in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. E prosegue: “Finché verranno messe barriere all’amore, ci saranno scontri, guerre, segreti, sofferenze. Io sono eterosessuale, non mi è capitato di amare un’altra donna come nel film, ma lottare per l’amore è una cosa magnifica”.

Una storia d’amore omosessuale, ma anche altro e di più per il regista italiano, che dichiara come volesse “un film universale. Crescendo, lo sguardo degli altri ci tocca tutti e ci forma, perché plasma il nostro sguardo su noi stessi”. E conclude: “Deux è un film che parla di cose al nostro interno. Movimenti fisici o dell’animo, senza dover necessariamente distinguerli esplicitamente”.

In effetti, la pellicola presenta leggere sfumature oniriche e almeno un paio di riprese ansiogene.
“Da una parte è una storia d’amore ma dall’altra un thriller” conferma Meneghetti. “All’inizio è un gioco tra le protagoniste: si scherza, si ride. Poi, quando diventa vero, non si ride più”.

“Ho trovato grande verità, profondità e umanità in questa storia” aggiunge l’attrice protagonista. “Appena finito di leggere il testo ero scossa, non sapevo nemmeno come esprimere tutto quello che provavo”.

“Il suo era un ruolo molto difficile” replica il regista, “di tecnica e coraggio. Pensavo di trovare tutto questo in un’attrice di teatro. E l’ho trovato in Martine. È raro darsi e mettersi in gioco nel ruolo, rappresentarne l’età con giustizia come ha fatto lei”.

“La nostra e un’arte difficile” conclude lei, sulla recitazione. “Sono molto esigente rispetto al mio lavoro. L’osservazione è importantissima, da restituire con la propria verità. Di questo vive un personaggio. Filippo e il suo sguardo erano il mio termometro durante le riprese. A teatro sono una regina, in scena comando io. Ma al cinema sono un vettore del suo film e la cosa mi ha insegnato tantissimo”.

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