La crociata di Garrel

"“Ero geloso della generazione prima di me e ora di quella dopo”, confessa l'attore e regista francese ad Alice nella Città
La crociata di Garrel

“Ero geloso della generazione prima di me e ora sono geloso di quella dopo di me”. Parola di Louis Garrel, che oggi ad Alice nella città ha presentato il suo nuovo film (già passato allo scorso Festival di Cannes): The Crusade (La crociata), in uscita il 22 dicembre distribuita da Movies Inspired. “Una commedia ottimista”, la definisce che mette al centro il tema più che mai attuale dell’ecologia e dell’ambiente.

Protagonista è un ragazzino (Joseph Engel) di tredici anni che vive a Parigi con i suoi genitori, interpretati dallo stesso Louis Garrel e da Laetitia Casta, e che ha venduto degli oggetti di valore della casa di famiglia per finanziare un misterioso progetto ecologico che lui e i suoi amici hanno in Africa per salvare il pianeta.

“Non sono un militante, quindi non credo che sia un film militante- racconta Garrel-. Forse un po’ lo è lo scrittore di questo film, Jean-Claude Carrière. All’inizio la sua idea di raccontare dei bambini che si preoccupavano del clima mi sembrava un po’ forzata. Poi invece ho pensato che era veramente un buon soggetto e ho deciso di fare questo film”.

Figlio d’arte (a soli sei anni recita nel film Les baisers de secours) e dal 2003 con The Dreamers- I sognatori di Bernardo Bertolucci star internazionale, Garrel qui dirige il suo terzo film dopo Les deux amis e L’uomo fedele. “I miei precedenti film giocavano con il cinema, questo invece è un film in diretta sullo stato moderno del mondo”, commenta. E poi sull’ambiente: “Ammiro Greta Thunberg e la sua strategia politica nel mondo è davvero unica. È una persona incredibile. In questo momento la cosa più angosciante è questa crisi ecologica e climatica. Prima l’ecologia era considerato un movimento gentile, adesso ne va della nostra sopravvivenza. Il problema è che ci si sente impotenti. Senza azione viene la depressione perché ci sentiamo che non possiamo fare niente”.

Sulla sua generazione dice: “La mia generazione era affascinata da quelli del 1968. Un movimento importante. Noi eravamo un po’ dei piccoli studenti perduti senza lotta vera. Ora si è voltata pagina e i giovani hanno idee molto moderne sul mondo, sul femminismo, sulla sessualità, sulla transessualità. Sono angosciati sulla fine del pianeta. Qualcosa di angosciante per noi, quarantenni, figuriamoci per loro”.

E sui giovani di oggi: “Questi giovani devono essere molto arrabbiati perché negli ultimi anni si sono confrontati con la paura della nostra morte. E c’è stata una collaborazione enorme di tutti gli stati del mondo che si sono dati da fare per trovare il vaccino. Penso che tutti i bambini vorrebbero lo stesso tipo di collaborazione per quello che vivono come la loro morte e quella del pianeta. E credo che gli stessi bambini dovrebbero impadronirsi del potere e formare un parlamento. I bambini sono gentili all’inizio, ma possono anche diventare matti e violenti. Io davvero ho paura dei bambini. La specie umana ha una pulsione molto forte verso la vita, ma le cose possono precipitare rapidamente”.

Insomma, come considerare l’ecologia non solo una moda, ma un argomento serio da prendere in considerazione? “La nostra vita ha un impatto sul mondo nel quale viviamo. Questa è un’idea rivoluzionaria quanto quella di Galileo sulla terra che gira. Oggi ci sono migliaia di scienziati che dicono che negli ultimi cinquant’anni c’è stato un surriscaldamento globale, ma poi gli stessi media fanno parlare altri esperti che smentiscono questa teoria. Sono i media che devono cambiare e non contraddire quello che viene detto. Bisogna cambiare la percezione del problema”.

Infine conclude: “Il tema sotto il grande tema del film è come una persona senza volerlo può diventare un reazionario. Il personaggio che io interpreto in questa storia capisce di esserlo diventato e questa è la cosa più autobiografica del film”.

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