La banda del buco

Luna, Mullan e John C. Reilly truffatori in Criminal. Producono Clooney e Soderbergh (domani al Lido)
8 Settembre 2004
La banda del buco

Le 24 ore a Los Angeles, quella lontana dalle ville dei vip, di due piccoli truffatori alle presi con il colpo della loro vita. E’ Criminal, film di Gregory Jacobs, prodotto con George Clooney e Steven Soderbergh (che non compare nei credits della pellicola), presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Orizzonti. Basato sul film argentino Nove regine (diretto nel 2000 da Fabian Bielinsky), Criminal racconta la storia di Rodrigo, interpretato da Diego Luna, e Richard, l’attore John C.Reilly, che si uniscono per tentare di mettere a segno un colpo capace di garantirgli un guadagno di 500 mila dollari. Il tutto con la partecipazione di Valerie, sorella tutt’altro che affettuosa di Richard, interpretata da Maggie Gyllenhaal. Nel cast, anche Peter Mullan, Leone d’oro a Venezia come regista di The Magdalene Sisters.
“La produttrice esecutiva del film, Jennifer Fox, assieme a George Clooney e Soderbergh avevano visto Nove regine e pensavano che sarebbe stato interessante farne un remake – spiega Jacobs -. Ho voluto ambientare la storia a Los Angeles ma nella parte lontana dalle ville di Beverly Hills. Non è la Los Angeles che si vede spesso nei film”. “Quando ho letto la sceneggiatura – spiega il 25enne Luna, visto a Venezia quest’anno anche in The Terminal e che negli anni precedenti si era fatto notare per Y tu mama’ tambien – non vedevo l’ora di arrivare alla fine. Mi è sembrato un film messicano, girato in pochi giorni. Il personaggio che interpreto è un truffatore che non è l’opposto di un attore. Noi mostriamo tutto, chi siamo e chi possiamo diventare. Anche i truffatori recitano e fanno finta di essere chi non sono. Proprio come gli attori, che devono essere un’altra persona per il pubblico. Si finge sempre”.
Jacobs, al suo esordio da regista (ma collabora spesso con Soderbergh e Clooney), spiega di non aver voluto vedere il film originale argentino prima di girare per non lasciarsi influenzare anche se, spiega, ad influenzarlo sono stati anche i film di genere americani degli anni Sessanta e Settanta. “Non saprei dire -spiega- se Criminal è una commedia, un dramma familiare o sociale o un film sull’amicizia”. Secondo la Gyllenhall, non si tratta comunque del “classico film sugli imbroglioni, in cui tutti alla fine riescono a godersi il bottino”: “Quello che vogliono – dice – riescono a ottenerlo in un modo un po’ odioso”. Conclude l’incontro, una corale dichiarazione d’amore all’Italia: “Ho lavorato a Roma per le riprese di Gangs of New York – dice Reilly – e spero di tornare spesso sul set per qualche regista italiano”.

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