Kurosawa, ritorno al passato

"Muovendomi in un contesto determinato ho immaginato il tormento di persone dal futuro incerto", dice il regista giapponese. In gara a Venezia 77 con Wife of a Spy
Kurosawa, ritorno al passato
Kiyoshi Kurosawa sul set di Wife of a Spy

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Ho lavorato su molte storie che avevano come contesto il presente. Dentro di me però sapevo di voler affrontare il tema del rapporto individuo-società e per farlo al meglio dovevo ambientare il film negli anni ‘40”.

Il regista giapponese Kiyoshi Kurosawa presenta in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia Spy no Tsuma (Wife Of A Spy).

Ambientato in una città della campagna giapponese, “durante il periodo angosciante e terribile della guerra”, il film “narra – spiega il regista collegato via Zoom con il Lido – la lotta di una coppia per superare la sfiducia e restare fedele al proprio amore l’uno per l’altra”.

Spy no tsuma

Protagonista è il mercante locale Yusaku Fukuhara sente che le cose stanno prendendo una brutta piega e decide di recarsi in Manciuria, senza portare con sé la moglie Satoko. Lì è casualmente testimone di un atto di barbarie e, determinato a renderlo pubblico, entra in azione.

Nel frattempo, Satoko viene contattata da Taiji Tsumori, suo amico d’infanzia e membro della polizia militare, il quale le racconta della morte di una donna che suo marito ha riportato in Giappone dalla Manciuria. Satoko è accecata dalla gelosia e se la prende con Yusaku. Ma quando scopre le vere intenzioni del marito, fa una cosa impensabile per garantire la sua incolumità e la loro felicità…

Issey Takahashi, protagonista nei panni di Yusaku Fukuhara, sottolinea: “La mia interpretazione si basa molto sul mio punto di vista personale. Mi sono confrontato spesso con Yu Aoi (protagonista femminile del film, nei panni di Satoko, ndr) per affinare il rapporto tra i due personaggi principali, complici e al contempo profondamente diversi”.

“Nel film – gli fa eco Yu Aoi – la relazione tra i protagonisti evolve e il mio personaggio, Satoko, cambia. All’inizio esiste solo in ragione del marito, poi è come se diventassero un’anima sola, condividendo la gioia di realizzare qualcosa insieme”.

“Si tratta del mio primo film ambientato nel passato. Muovendomi in un contesto storico e sociale già determinato, ho avuto modo di fare delle riflessioni molto interessanti mentre immaginavo quanto le persone dovessero sentirsi tormentate quando pensavano a cosa le aspettava in futuro”, conclude il regista.

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