Kim Ki-duk accusato di violenza sul set

Il regista sudcoreano citato in giudizio da un'attrice per abusi fisici e verbali durante la lavorazione di Moebius. Secca smentita da parte del filmmaker
4 Agosto 2017
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Kim Ki-duk accusato di violenza sul set

Il filmmaker sudcoreano Kim Ki-duk (L’isola, Pieta) è stato accusato di abusi fisici e verbali sul set del film Moebius, nel 2013. Secondo fonti giudiziarie, la citazione è partita da un’attrice che aveva abbandonato la lavorazione per essere rimpiazzata da Lee Eun-woo. La sua identità è rimasta segreta.
La donna ha riferito che Kim l’avrebbe schiaffeggiata in faccia mentre girava il film costringendola anche a prendere parte a una scena di sesso violento non prevista dalla sceneggiatura.
Il caso è stato assegnato all’ufficio del procuratore centrale di Seoul che sta attualmente esaminando il caso. La Federazione dell’Unione dei lavoratori del cinema coreano terrà una conferenza stampa l’8 agosto.

Il regista, attraverso la sua casa di produzione (la Kim Ki-duk Film), ha rilasciato una dichiarazione di secca smentita: “Il primo giorno sul set girammo la scena iniziale del film, quella in cui marito e moglie avevano un feroce alterco, battendosi l’uno contro l’altra. Avrei schiaffeggiato l’attrice dal punto di vista soggettivo del partner, mentre io stesso filmavo la scena, o avrei schiaffeggiato il mio volto, mostrando lei in azione. In entrambi i casi, non avevo nulla di personale contro l’attrice”.
Kim ha aggiunto che potrebbe riconsiderare la sua posizione di regista e accettare tutte le conseguenze del caso se verrà fuori qualcuno dal set in grado di fornire una chiara prova dell’abuso.

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