Jarmusch, nel segno di Romero

"George ha cambiato l'idea che avevamo di mostri e zombi", confessa il regista. Che apre Cannes 72 con I morti non muoiono
Jarmusch, nel segno di Romero
Jim Jarmush - Foto Karen Di Paola

La notte dei morti viventi è il primo film horror che ho visto. Mi piacciono molto John Carpenter, Sam Raimi, ma George Romero è molto importante. Ha cambiato l’idea che avevamo di mostri e zombi. I mostri, prima, provenivano dall’esterno della struttura sociale, con Romero provengono da una società in rovina. Sono le vittime e i nemici insieme”.

Parola del regista americano Jim Jarmusch, che apre il 72° Festival di Cannes con la zombi-comedy I morti non muoiono (The Dead Don’t Die), in lizza per la Palma e dal 13 giugno nelle nostre sale.

Film ecologista e anti-trumpiano, Jarmusch precisa alla stampa: “Il nostro pianeta è in pericolo e dobbiamo apprezzare ogni piccolo momento della vita. Senza umorismo, sarebbe difficile rimanere umani” e alla politica non le manda a dire: “E’ un diversivo, non controlla il pianeta, sono le grandi aziende a controllarlo. Io ripongo le mie speranze nei giovani, nel movimento Sunrise”.

Forte di “un cast che farà risvegliare i morti”: Bill Murray, Adam Driver, Chloë Sevigny, Tilda Swinton, Iggy Pop, Steve Buscemi e Tom Waits, e i nuovi arrivati chez Jarmusch Selena Gomez, Danny Glover, Caleb Landry Jones, The Dead Don’t Die è uno dei 17 su 21 film in Concorso a Cannes diretti da uomini, e quello del gender gap è tra i temi più scottanti del festival. “Le donne hanno fatto film per 11 decenni”, osserva Tilda Swinton, “là fuori ci sono innumerevoli film, perché non li conosciamo? Abbiamo donne cineaste. Alcune sono sul set, alcune sono ancora a scuola, altre non possono andare a scuola. Ma è qui che dobbiamo iniziare. Dobbiamo guardare il canone, apprezzarlo, diffonderlo. Allora esisterà”.

Attesissima, rispondendo a una domanda su cosa più la terrorizzi oggi, Selena Gomez si dice ossessionata dai film horror, dai film di zombi e dalla serie The Walking Dead, ma è altro a terrorizzarla: “I social network hanno un impatto terribile sulla nostra generazione, le persone non ottengono le giuste informazioni. Io li  uso per parlare di cose che mi affascinano, ma mi fa paura vedere come sono esposti ragazze e ragazzi: sono pericolosi”. A darle man forte Jarmusch: “Selena è stata incredibilmente ammirevole nell’incoraggiare i giovani a difendere il proprio libero arbitrio”.

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