Isole d’Asia

"Le parole nel cinema sono a volte superflue, bisogna usare corpo e cuore", dice la Argento. Introversa per il terzo lungometraggio di Stefano Chiantini
2 Maggio 2012
Isole d’Asia
Asia Argento in Isole

“Volevo raccontare un incontro tra due sensibilità che nel riconoscersi riscattano la propria esistenza. Ho avuto modo di conoscere da vicino una persona con problematiche nei rapporti interpersonali e ho capito che la sua difficoltà derivava dalla non recettività del mondo che gli stava attorno”. Le parole di Stefano Chiantini racchiudono il significato di Isole, terzo lungometraggio del regista abruzzese che porta sullo schermo la complicata relazione con l’altro e il diverso. “Il personaggio di Martina – continua Chiantini – non è un personaggio che non parla, ma che gli altri non sanno ascoltare”. Realizzato con il contributo della Apulia Film Commission, finanziato da privati, principalmente abruzzesi, meno di 5 settimane di riprese alle Tremiti, Isole racconta l’incontro fra tre solitudini e il rapporto di amicizia e amore che nasce da questo incontro: Martina (Asia Argento), ragazza introversa con la passione per l’apicoltura che ha scelto di non parlare più, don Enzo (Giorgio Colangeli), prete, tutore di Martina, semi paralizzato da un ictus che assume Ivan (Ivan Franek), immigrato clandestino, come badante.
“L’idea di dover comunicare in un modo più profondo attraverso il personaggio di Martina è stata una sfida – dice Asia Argento -. Le parole a volte nel cinema sono superflue, bisogna usare il corpo e il cuore. Poi girare alle isole Tremiti a primavera con questa natura che si risveglia dopo l’inverno è stata un’esperienza fondamentale”. Affiatamento con il cast e intensità emotiva sono stati anche per Ivan Franek gli aspetti più interessanti di questo progetto: “Questa storia è profondamente umana, il personaggio di Martina, pur non parlando, comunica tantissimo, io come straniero so quali sono le difficoltà quando non si parla la lingua. Qui c’è un tipo di comunicazione diversa, un linguaggio umano universale”.
La terza monade di questa storia è don Enzo, “un prete non prete – dice Giorgio Colangeli – perché non ha nulla di quella ieraticità tipica del clero, è solitario e taciturno. Le Tremiti e le api sono gli altri protagonisti del film: le api rappresentano una parte della natura che l’uomo ha imparato a utilizzare senza snaturare, trovando un compromesso faticoso”. Un reciproco rispetto che ha imparato a coltivare anche Asia Argento: “C’erano 80 mila api – racconta l’attrice – sino all’ultimo non sapevo come avrei reagito, non amo gli insetti, la mia paura più grande sono le cavallette, poi ho conosciuto la dedizione di questo apicoltore, mi sono accordata alla sua calma e alla sua delicatezza ed è stato tutto relativamente facile, basta avere un timore reverenziale…”.
Gianluca Arcopinto, produttore insieme a Selvaggia Sada, ha deciso di distribuire l’opera di Chiantini con un’iniziativa unica nel suo genere: “Con la nuova etichetta Zaroff faremo un’anteprima al Nuovo Sacher il 10 maggio. Dal giorno successivo gli spettatori che andranno a vedere la programmazione del Sacher riceveranno il dvd del film. L’idea è quella di bypassare Roma pur garantendo al film una grande visibilità. L’11 maggio Isole esce nelle sale e dal 16, per 5 giorni, sarà visibile su repubblica.it gratis, perché è arrivato il tempo per fare i conti con la rete cercando le strade della legalità e sopratutto della gratuità”.

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