Il raddoppio di Phaim Bhuiyan

Il regista, attore e sceneggiatore presenta al 39° TFF Bangla - La serie: "Valorizziamo le seconde generazioni, e le prime che si sono sacrificate per noi"
Il raddoppio di Phaim Bhuiyan

“Volevamo valorizzare le seconde generazioni, e anche le prime, quelle migrate qui in Italia”. Così Phaim Bhuiyan presenta Bangla – La serie, di cui fuori concorso al 39° Torino Film Festival si sono visti i primi due episodi.

Prodotta da Fandango in collaborazione con Rai Fiction, diretta da Emanuele Scaringi e Phaim Bhuiyan, interpretata dallo stesso Phaim, Carlotta Antonelli e Pietro Sermonti, è il diario sincero e divertente di un’educazione sentimentale già esplorata nel film omonimo del 2019, miglior commedia ai Nastri d’Argento lo stesso anno e migliore esordio ai David di Donatello 2020.

Ragazzo italiano di seconda generazione di origini bangladesi e musulmano praticante, Phaim vive con la famiglia a Torpignattara, il quartiere più multietnico di Roma, e ha una fidanzata, Asia (Antonelli), che ha un padre alternativo (Sermonti) e ampie vedute: riuscirà Phaim a rispettare la castità prematrimoniale?

“L’idea della serie c’era dall’inizio, io e la sceneggiatrice Vanessa Picciarelli l’avevamo proposta a Fandango, a Scaringi era piaciuta, poi la producer Laura Paolucci aveva optato per un piccolo film. La serie sarebbe dovuta arrivare subito dopo l’uscita del film, ma vari blocchi tra cui anche il Covid hanno condizionato”, rivela Phaim, che ora si dice “molto soddisfatto: abbiamo approfondito di più i personaggi, e le tematiche, dal rapporto delle seconde generazioni con la cultura italiana alla religione – come funziona il Ramadan – e con la relazione tra Asia e Phaim l’amore conflittuale. Insomma, le tante domande esistenziali di un pesce fuor d’acqua, bangla o italiano o tutte e due”.

Il focus è necessariamente sul nostro Paese, “l’opportunità di dar voce alle seconde generazioni, ragazzi che si sentono un punto interrogativo piuttosto che parte di un gruppo. Siamo in una fase di transizione, perché in Italia ancora è una novità: ci sono paesi come Inghilterra e America già molto più inclusivi, qui siamo in evoluzione”.

Bhuiyan non guarda però solo a sé e i coetanei, ma volge lo sguardo “dietro di noi, alle famiglie che si sono sacrificate per noi. Hanno avuto molte più difficoltà, anche nell’approccio linguistico, l’integrazione per loro è stata più ostica, viceversa, noi abbiamo la fortuna di due punti di vista, i nostri genitori e gli italiani, cosicché possiamo capire perché ancora ci siano conflitti tra i popoli. Bangla – La serie vuole essere uno spaccato integrale della realtà, con un obiettivo: non dare un messaggio, ma fornire spunti di discussione”.

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