Il futuro del cinema sulla RdC di dicembre

Nel nuovo numero gli interventi di Alberto Barbera, David Rooney, Gianni Riotta e Giovanna Botteri: per capire cosa accadrà dopo la pandemia
30 Novembre 2020
Business, In evidenza
Il futuro del cinema sulla RdC di dicembre

Cosa sarà del cinema? Arrivati alla fine di questo 2020 che ha segnato il nostro tempo, sono tante le domande che si rincorrono in un panorama sempre più incerto alle quali il nuovo numero della Rivista del Cinematografo, disponibile dal 1° dicembre (acquistabile su cinematografo.it o contattando l’ufficio abbonamenti all’indirizzo abbonamenti@entespettacolo.org), cerca di rispondere: una bussola per orientarsi in un presente complesso ma anche una mappa per domani.

La cover story del numero di dicembre della Rivista esplora infatti l’attuale situazione del mercato cinematografico con uno sguardo globale, come globale è la pandemia che lo sta trasformando. Via quindi a testimonianze da Stati Uniti, Cina, Europa.

Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia, ci offre uno sguardo d’insieme su un sistema che, già prima della pandemia, subiva le scosse di una profonda trasformazione, sintomo di un riassetto inevitabile. «Il cinema non finirà – scrive Barbera – semplicemente perché la nuova frontiera delle piattaforme online avrà bisogno di nuovi titoli per alimentare un’offerta che deve tener dietro ad una domanda in crescita». Domanda che, secondo Gianluca Arnone, per concorrenza e saturazione, porterà le piattaforme a cambiare.

Anche sui festival, Alberto Barbera ha le idee chiare, forte dell’esperienza della Mostra di Venezia, prima manifestazione internazionale in presenza dopo il lockdown: «La forma festival presuppone e implica la partecipazione in presenza di tutti i soggetti coinvolti, la condivisione di uno spazio e l’esperienza collettiva della scoperta di un film inedito».

Nonostante le previsioni, c’è ancora chi sogna il grande schermo. Ce lo spiega David Rooney, Chief film critic di Hollywood Reporter, che esamina lo scenario contemporaneo e immagina quello futuro, «L’americano medio e, in particolare, l’abitante di New York ha paura – sostiene Rooney – un terrore generalizzato che avrà bisogno di molto tempo per essere smaltito. Certo non aiuterà se quando sarà tutto finito, uscendo non troveremo più sale ad accoglierci».

Alla disamina di Rooney se ne aggiunge un’altra: se l’America – sostiene Gianni Riotta – promette nuovamente di cambiare (anche nell’immaginario), con la vittoria di Joe Biden e Kamala Harris, la Cina governa l’emergenza con misure militari, consentendo l’apertura degli esercizi, sale comprese. Per approfondire ciò che sta succedendo in quello che è diventato il principale mercato cinematografico mondiale, l’intervista di Gian Luca Pisacane a Giovanna Botteri, che dalla Cina fino a poche settimane fa ha seguito l’evolversi della pandemia. «In Cina la cultura è rimasta sempre un fattore centrale, mai scisso dagli altri aspetti dell’economia – dichiara Giovanna Botteri – Il governo ha destinato grandi somme all’industria dello spettacolo, per dare un segnale forte, dai set ai palcoscenici dei teatri».

Gli affezionati della Rivista, ritrovano anche a dicembre le rubriche curate da Orio Caldiron, Bruno Fornara, Giacomo Poretti, Gianni Riotta e Nadia Terranova e i loro dialoghi fra cinema e serie tv, libri, musica.

Scrive Mons. Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e direttore della Rivista del Cinematografo: «La crisi della sala è anzitutto una crisi di socialità e cultura. Urgente una riflessione ad ampio spettro per salvare, rianimare e ricostituire le comunità intorno al cinema in sala».

Nel nuovo numero della Rivista del Cinematografo non manca l’omaggio a due leggende: Sean Connery e Gigi Proietti, quest’ultimo ricordato tra pubblico e privato da Laura Delli Colli.

Con questo numero si chiude il 2020, ma per il prossimo anno la Rivista riserva una grande offerta per vecchi e nuovi lettori: sottoscrivendo un abbonamento entro il 24 dicembre, tutto il 2021 a un prezzo esclusivo: i contenuti del più antico mensile italiano del settore saranno disponibili al costo di 30€ nella versione cartacea e 20€ nella versione digitale. Tra i numerosi vantaggi, la possibilità di accedere all’ampia selezione di film imperdibili, prime visioni, serie tv, disponibile su CHILI grazie un codice sconto dal valore di 10€ con l’abbonamento digitale e di due codici sconto dal valore complessivo di 20€ con l’abbonamento cartaceo.

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