Il fantasma di Peter Sellers alle Giornate degli Autori

Il documentario di Peter Medak evento speciale. "Un lavoro che ci avvicina al lato oscuro del divo della comicità", dice Giorgio Gosetti
Il fantasma di Peter Sellers alle Giornate degli Autori

Il calendario delle Giornate degli Autori riporta sul grande schermo uno degli attori più popolari di tutti i tempi ritratto da uno di quei registi europei che avrebbero cambiato il cinema americano.

Con The Ghost of Peter Sellers, film evento speciale delle Giornate, il regista ungherese-americano Peter Medak porta alla luce i retroscena di una produzione disastrosa e del lacerarsi di un’amicizia (quella con Sellers), un documentario che ci riconduce su un set hollywoodiano degli anni ’70, che prometteva di essere un “pirata dei caraibi” ante litteram ma finì per essere un disastro. Medak veniva dal set de La classe dirigente (The ruling class, 1972) e avrebbe diretto subito dopo star come Harvey Keitel e Roger Moore.

“L’ispettore Clouseau, ovvero il Dottor Stranamore-Sellers – dice Giorgio Gosetti, delegato delle Giornate – è stato il volto eccellente della comicità. Peter Medak viene da quella generazione fuggita dall’Europa dell’est che ha rivoluzionato Hollywood. Oggi ci avvicina con questo film al lato oscuro del divo (capriccioso) che ha mandato all’aria il film Ghost in the Noonday Sun col quale si aspettava di essere consacrato. Quarantacinque anni dopo, rimette a posto i pezzi con coraggio e presenta alle Giornate un documentario che chiude il cerchio riconciliandolo con Peter Sellers, l’artista istrionico che tutti ricordiamo col sorriso”.

Il film apre la Sala Perla 2 alle presentazioni serali delle Giornate (alle 22.00) preceduto da As if we were tuna, una documentario breve firmato dal fotografo Francesco Zizola che racconta della mattanza dei tonni in Sardegna. Tra antica tradizione e sostenibilità, il regista, con la sua abilità di narratore per immagini, riesce a raccontare la poesia che c’è attorno alla cosiddetta “camera della morte” dove i tonni vanno a morire in un rituale millenario. La proiezione sarà preceduta dalla consegna del Premio SIAE per il Talento Creativo a Francesco Zizola.

Il film in concorso di questa seconda giornata (ore 17 –  Sala Perla) è C’est ça l’amour di Claire Burger, regista premiata a Cannes sin dal suo primo corto nel 2008 e vincitrice della Caméra d’Or con Party Girl (2014) che ha diretto insieme a Marie Amachoukeli e Samuel Theis. Per questo film la Burger è stata per la prima volta da sola dietro la macchina da presa e questa è la sua prima volta a Venezia. Ci arriva con una storia dai toni autobiografici “sulle disfunzioni famigliari e sociali – come racconta la stessa regista – in cui le soggettività si confrontano reciprocamente”.

Sono donne coraggiose e influenti quelle di Illuminate, un ciclo di quattro docu-film che andrà in onda su Raitre dal 9 settembre e che sarà presentato da tre delle protagoniste: Carolina Crescentini, Caterina Guzzanti e Francesca Inaudi. L’appuntamento con loro è alla Villa degli Autori alle 15.00.

Sempre in Villa debutta “Domani Accadrà”, uno spazio – promosso dal Gruppo Hdrà – per dialogare e riflettere su creatività e cultura, sul mondo che scorre fuori dai festival e che in essi viene rappresentato. Il primo appuntamento è alle 18.30 con Jonas Carpignano e Fabio Mollo (moderati da Andrea Vianello), esempi di una nuova generazione di autori che, grazie al mestiere del cinema e alla loro Calabria d’origine, stanno varcando i confini internazionali.

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