I premiati di Lecce

Ecco i vincitori della XX edizione del Festival del Cinema Europeo: Ulivo d’Oro a Oray di Mehmet Akif Büyükatalay, Premio Mario Verdone a Damiano e Fabio D’Innocenzo per La terra dell’abbastanza.
I premiati di Lecce

Si è conclusa con successo e con grande affluenza di pubblico la XX edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce, diretto da Alberto La Monica, dedicato a Cristina Soldano, direttrice artistica sin dalla prima edizione, che con passione e professionalità ha saputo dare impulso alla manifestazione. Numerosi i protagonisti che il Festival ha ospitato in questa edizione, dal grande autore russo Aleksandr Sokurov all’icona del cinema italiano Stefania Sandrelli e ancora Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani. Un doppio anniversario per la manifestazione che oltre a celebrare i vent’anni festeggia le dieci edizioni del Premio Mario Verdone con i fratelli Verdone. Non sono mancati gli eventi speciali e le anteprime che hanno portato a Lecce Stefano Accorsi, Leonardo D’Agostini, Marios Piperides, Laura Luchetti, Jean-Marie Benjamin con importanti esponenti dell’industria cinematografica quali Matteo Rovere, Sidney Sibilia, Paolo Del Brocco, Luigi Lonigro, Giuseppe Gallo, Gianluca Pignataro e registi e attori delle pellicole in concorso. Straordinaria partecipazione e interesse anche per tutte le proiezioni dedicate agli studenti, alla presenza dei protagonisti delle pellicole che hanno interloquito con i ragazzi coinvolgendo le scuole e gli Istituti superiori della città.

La XXI edizione del Festival si terrà da lunedì 30 marzo a sabato 4 aprile 2020.

Il Festival quest’anno ha voluto dare voce ad una minoranza di attori che hanno difficoltà ad essere rappresentati nel mondo dell’audiovisivo e che quindi vogliono lanciare un messaggio da questo palco con la testimonianza di Sara Laura Raimondi, Liliana Mele, Maziar Firouzi e Shi Yang Shi che consegneranno il premio del pubblico.

Gli attori a nome di molti altri loro colleghi auspicano un cambiamento dell’immaginario collettivo per un cinema che capovolga ogni stereotipo e ogni frontiera in una società multiculturale.

I premi saranno assegnati nel corso della cerimonia di premiazione condotta da Virginia Panzera e Carlo Gentile.

La giuria Ulivo d’Oro, presieduta da Marco Müller e composta da Guillame Calop, Pippo Mezzapesa, Ana Urushadze e Olena Yershova ha assegnato i seguenti premi:

Ulivo d’Oro “Premio Cristina Soldano al Miglior Film” per Oray (Germania, 2019) di Mehmet Akif Büyükatalay con la seguente motivazione: “Una sconvolgente analisi del contrasto tra credenze tradizionali e comportamenti umani nelle nostre società contemporanee. Un’opera prima alquanto personale, che si distingue per un profondo scavo psicologico. Partendo da un evento apparentemente di poco conto, il regista riesce a esplorare alcune delle grandi questioni legate alle comunità di recente immigrazione in Europa”.

Premio per la Miglior Sceneggiatura a Elma Tataragić per Stitches di Miroslav Terzić (Serbia, 2019), con la seguente motivazione: “La sapiente sceneggiatura trasforma un capitolo drammatico della storia recente dei Balcani in un potente dramma psicologico”.

Premio per la Miglior Fotografia a Tamás Dobos per Genesis (Ungheria, 2018) di Árpád Bogdán con la seguente motivazione: “La splendida fotografia del film è pensata in maniera tale da collocare sempre le tragedie personali all’interno di spazi più ampi. Le sapienti inquadrature riescono nel compito di fondere insieme emozioni personali e contesto sociale”.

Premio Speciale della Giuria a Cronofobia (Italia, 2018) di Francesco Rizzi, con la seguente motivazione, “L’alienazione all’interno di una delle più prospere società europee è analizzata con calore e comprensione umana in questa sorprendente opera prima, le cui coraggiose scelte di regia creano misteriosi legami tra identità sfuggenti”.

La giuria FIPRESCI composta da Francesco Grieco, Anders E. Larsson e Georgios Papadimitriou ha premiato Two for joy di Tom Beard (UK 2018) con la seguente motivazione: “Per la convincente rappresentazione della disgregazione del nucleo familiare, sulla scia del grande cinema realista sociale britannico, sorretta da un cast perfetto”.

Premio SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) assegnato dai soci del Sindacato e dal Presidente Laura Delli Colli al migliore attrice/attore europeo a Vinicio Marchioni per Cronofobia (Svizzera, 2018) di Francesco Rizzi con la seguente motivazione: “Perché anche con i silenzi del suo personaggio, con un gesto o l’intensità di uno sguardo riesce a dar corpo e voce al mistero di un uomo che nasconde un segreto tenendo alta, nel racconto, la temperatura della suspence emotiva”.

La giuria del Premio Cineuropa, composta da Stefan Kitanov, Stefan Laudyn, Stefan Uhrik ha assegnato il riconoscimento a Genesis (Ungheria, 2018) di Árpád Bogdán con la seguente motivazione: “La Giuria Cineuropa desidera sottolineare l’alto livello qualitativo dei film in concorso quest’anno per l’Ulivo d’Oro. L’Europa, o per lo meno la comunità cinematografica europea, è un luogo protetto, perché i registi si interessano alla realtà, si preoccupano di documentare i gravi problemi che la caratterizzano e di metterne al corrente il pubblico. E tra i maggiori problemi del nostro mondo vi sono il razzismo, l’odio, il diffondersi del fascismo. Il film vincitore ci ha colpito profondamente. Una giuria rock come la nostra non poteva che premiare un film che spacca. Il Premio Cineuropa va a Genesis dell’ungherese Arpad Bogdan.”.

Il Premio del pubblico va a Summer survivor di Marija Kavtaradze (Lituania, 2018).

Il Premio Mario Verdone 2019, decima edizione, è stato assegnato a Damiano e Fabio D’Innocenzo per La terra dell’abbastanza (Italia, 2018) con la seguente motivazione: “Nel raccontare com’è maledettamente facile assuefarsi al male i D’Innocenzo mettono a fuoco il ritratto di una gioventù divisa tra il richiamo dell’inferno al quale è destinata e l’improvvisa lucidità di capire che la consapevolezza è già una via d’uscita.

Una coppia di registi da tenere d’occhio e un esordio straordinariamente girato dal quale, con un’idea di cinema già ambiziosa, filtra imprevedibile, la necessità di una tensione morale verso un riscatto personale, ancor prima che sociale”.

La sesta edizione del Premio Emidio Greco (comitato di selezione: Jacopo Chessa, Lia Furxi, Alberto La Monica) è stato assegnato dalla giuria composta dalla famiglia Greco a YOUSEF di Mohamed Hossameldin con la seguente motivazione, “In un film riuscire a trovare l’equilibrio fra il tema che si vuole trattare e la storia che si sente di dover raccontare è l’obiettivo di tutti i registi. Quando poi, come nel caso del cortometraggio vincitore, questo equilibrio, questa giusta distanza, passa attraverso il primo piano, lo sguardo e la recitazione tutta dell’attore protagonista, si può dire che l’obiettivo è stato centrato. Nel cortometraggio vincitore, in 14 minuti, attraverso un montaggio che scandisce benissimo i tempi del racconto e una direzione degli attori mai sopra le righe, il tema della cittadinanza viene affrontato senza luoghi comuni né ipocrisie. Con l’augurio che sappia anche in un futuro mantenere un occhio onesto nel raccontare la realtà, la settima edizione del Premio Emidio Greco va YOUSEF di Mohamed Hossameldin.”.

La giuria della sezione Puglia Show, composta di Giovanni Robbiano, Alessia Barela e Corrado Azzolini, ha assegnato il Premio Centro Nazionale del Cortometraggio, Premio Augustus Color, a Nessun dorma di Paolo Strippoli, con la seguente motivazione: “un film che attualizza un genere di grande impatto e fascino per il grande pubblico in una realtà tipicamente italiana, mantenendo qualità di scrittura e di regia con un eccellente equilibrio di tutte le componenti, dalla fotografia al montaggio, fino alla direzione dei due efficacissimi giovani attori.”

Menzione speciale a Et in terra pacis di Mattia Epifani”.

Premio Rai Cinema Channel di euro 3.000 è stato assegnato dalla giuria composta da Maria Federica Lo Jacono e Manuela Rima a Et in terra pacis di Mattia Epifani: “Per aver raccontato, con profondità e sensibilità, una storia di violenze e soprusi che ci obbliga a tenere viva la luce del ricordo sul valore della dignità e del rispetto dei diritti umani di ogni singola persona”.

Il Premio Unisalento, assegnato dalla giuria composta dagli studenti del Cineclub Universitario, attività di promozione e studio della cultura audiovisiva erogata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca in Digital Humanities dell’Università del Salento e sostenuta dalla Fondazione Apulia Film Commission, va a Satyagraha di Nuanda Sheridan (Simona De Simone) (2018) con la seguente motivazione: “Per aver incarnato, con uno stile elegante e velato nella sua profondità, il tema della lotta attraverso l’amore e la ricerca di esso oltre gli ostacoli del tempo. Per la fotografia, che evoca dimensioni oniriche, suggellata da sonorità che completano il significato e la vocazione poetica dell’opera.”

Il Premio Agiscuola, attribuito da una giuria di studenti delle scuole superiori di Lecce, è stato assegnato a Genesis di Árpád Bogdán “Tre storie drammatiche che si intrecciano in un rincorrersi di simbolismi, silenziose rivolte individuali, eroismi istintivi e scelte liberatorie che segnano la rivalsa della giustizia sociale, formale e umana sulla discriminazione”.

Per il primo anno, il Festival del Cinema Europeo, insieme al Rotary Club Lecce istituisce il Premio Rotary Club Lecce con l’intento di premiare uno dei film presentati al Festival che per tematiche e forma narrativa sia particolarmente vicino alla mission dell’associazione umanitaria: servire il prossimo, promuovere l’integrità e la comprensione internazionale. Il Premio Rotary Club Lecce va a Ci sveglieremo all’alba di Jean-Marie Benjamin “per la capacità di dare risalto al sentimento dell’amicizia e ai valori della ricerca spirituale, sottolineando la costante attualità della figura di San Pio da Pietrelcina e il valore della sua testimonianza in una realtà che non deve rinunciare alla solidarietà e alla fiducia nell’uomo”.

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