I corti di ShorTS

Il concorso della sezione Maremetraggio ospita 45 opere (già premiate in tutto il mondo) provenienti da 27 paesi. Dal 4 al 12 luglio in streaming su MYmovies
25 Giugno 2020
Festival, In evidenza
I corti di ShorTS
Lost and found

45 cortometraggi provenienti da 27 paesi diversi. Questi i numeri di Maremetraggio, storica sezione competitiva dedicata ai corti di ShorTS International Film Festival, la manifestazione cinematografica che quest’anno da Trieste arriva sul web dal 4 al 12 luglio 2020 grazie a MYmovies, partner tecnico dell’evento.

Nella sezione Maremetraggio concorrono i migliori corti provenienti da tutto il mondo e che, nel corso del 2019, sono stati premiati nei principali festival internazionali, come il documentario breve Mars, Oman di Vanessa del Campo Gatell, premiato al Festival dei Popoli e al Visions du Réel, che racconta le simulazioni delle spedizioni su Marte realizzate in Oman nella Penisola arabica, o il corto cinese She runs di Qiu Yang, già Palma d’oro a Cannes 70 con A Gentle Night, selezionato in numerose rassegne internazionali, tra cui la Settimana della Critica a Cannes e il Toronto International Film Festival.

Song Sparrow

Tra le opere italiane in concorso troviamo Inverno di Giulio Mastromauro, premiato quest’anno come miglior cortometraggio ai David di Donatello: un intenso racconto autobiografico di infanzia e di perdita. Arriva dall’Italia anche La bellezza imperfetta di Davide Vigore, che sceglie la fotografia di Daniele Ciprì per raccontare l’incontro tra un uomo di 65 anni e una giovane ragazza ucraina in una Palermo oscura.

Il corto Fulmini e saette di Daniele Lince vede protagonista un’inedita Carolina Crescentini, qui alle prese con un ruolo da supereroina: l’attrice interpreta la Donna Saetta, che in grado di muoversi a velocità supersonica e teletrasportarsi, vigilando sulla città e i suoi abitanti. Ma per affrontare la vita di tutti i giorni, a volte i superpoteri non bastano.

Fulmini e saette

Ampio spazio all’animazione, tra cui Lost & Found di Andrew Goldsmith e Bradley Slabe, cortometraggio australiano realizzato con la tecnica dello stop-motion: una storia ingenua e romantica, che parla dell’altruismo del vero amore. Sempre in stop-motion anche il corto danese Song Sparrow di Farzaneh Omidvarnia, che utilizza il linguaggio dell’animazione per filtrare gli orrori della realtà, mettendo in scena le vicende di un gruppo di rifugiati in fuga verso una vita migliore. Divertimento per tutta la famiglia con il cortometraggio svizzero Why Slugs Have No Legs di Aline Höchli, che attraverso un’animazione squisitamente nonsense riscrive la Storia e racconta le fantasiose origini delle lumache.

Le 45 opere in gara si contenderanno il prestigioso premio EstEnergy – Gruppo Hera al miglior corto consistente in 5000,00 €. In palio anche il premio AcegasApsAmga al miglior corto italiano, il Premio Prem1ere Film per il miglior cortometraggio non distribuito e il Premio AMC per il miglior montaggio italiano. Confermato inoltre il Premio Triestecaffè assegnato dal pubblico di MYmovies.

 

“L’edizione del 2020 di ShorTS, per i motivi noti a tutti, sarà un’edizione diversa e forse unica nel suo genere. Così come il Festival, nella sua struttura, è stata diversa (e forse unica nel suo genere) anche la selezione della sezione Maremetraggio, fatta praticamente per intero durante il periodo di lockdown” – dichiara Francesco Ruzzier, curatore della sezione Maremetraggio – “La situazione circostante e l’ambiente della visione sono dei fattori che influenzano in maniera decisa lo sguardo e la ricezione di qualsiasi spettatore. Secondo uno studio condotto dalla ricercatrice Rosalind Cartwright il sogno scioglie la carica emotiva dell’esperienza. Anche i cortometraggi stessi non sono altro che la messa in scena di esperienze di cui i registi vogliono mantenere intatta la carica emotiva. Dei sogni sempre vividi, in grado di cristallizzare un momento, una situazione, un’emozione o un sentimento per evitare che il tempo lo sciolga. Quello che accomuna le opere selezionate quest’anno è il distacco dalla realtà, la reinterpretazione e la personalissima visione del mondo da parte dei registi, che modellano le immagini col loro modo di vedere le cose. Anche nei documentari (come Mars, Oman, ma anche l’indonesiano Rewild) emerge la voglia di raccontare la realtà da un punto di vista inedito e personale.”

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