Gli amori di Ascanio

"Il film della mia vita è Allonsanfan, per come è trattata la caduta delle illusioni politiche", dice Celestini. Protagonista al TFF di "Figli e amanti"
2 Dicembre 2011
Gli amori di Ascanio

E l’amore per il teatro ad avere spinto Ascanio Celestini a fare il cinema. E al teatro ci è arrivato per caso, senza smanie di celebrità, anche perché da piccolo voleva fare il giornalista. Lettere moderne all’università: “esami quasi tutti di spettacolo perché si studiava meno”, corsi paralleli di arte e cinema e infine quel laboratorio di recitazione che gli cambia la vita. L’artista romano racconta, con ironia, il percorso che l’ha condotto a fare il suo mestiere. E giù una battuta dietro l’altra, come se fosse alla prima di un suo spettacolo. Si mangia le parole, gesticola, proprio non ce la fa a stare dietro la scrivania della sala tre al Cinema Massimo e soprattutto a parlare seriamente di ciò che a lui è capitato per caso. Anche il cinema, come il teatro, non era una vocazione eppure poi l’ha fatto. E anche bene. “Si potrebbe parlare più che altro di una droga – scherza Ascanio – ora come ora non saprei e non vorrei fare altro”.Il quarto incontro di “Figli e amanti” diverte e appassiona tanto quanto quello che ha visto protagonista Antonio Albanese. L’attore-regista però spiazza, scegliendo i Taviani al posto di un più prevedibile Pasolini. È Allonsanfan il film della sua vita, o meglio, quello che ha acceso in lui l’interesse per il grande schermo. “In questa pellicola mi piace com’è trattato il tema della caduta delle illusioni politiche, che non sono solo quelle dei rivoluzionari ottocenteschi protagonisti della storia, ma anche e soprattutto quelle dell’Italia della prima metà degli anni Settanta, in cui già si percepiva l’imminente fallimento di qualsiasi idea rivoluzionaria”. Padre padrone, Banditi a Orgosolo, Diario di un maestro, La ragazza di Bube, La proprietà non è più un furto, sono tutti italiani i titoli che Celestini menziona come altri film del cuore. “Amo il cinema del nostro paese, soprattutto quello degli anni Sessanta e Settanta, perché va a fondo sulle questioni ed è attuale ancora adesso. Io sono un cinefilo un po’ anomalo perché di film ne vedo pochi ma li riguardo tutti almeno due volte”. E intanto i suoi fan aspettano la sua seconda fatica cinematografica, sulla quale Celestini ha ancora un po’ di confusione. Si parla infatti di una sceneggiatura da romanzo Lotta di classe oppure di un soggetto completamente libero in cui l’attore vorrebbe finalmente inserire anche la musica.

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