Giudicare Berlino

Svelati i giurati che affiancheranno la presidentessa Juliette Binoche alla 69esima edizione, in programma dal 7 al 17 febbraio. Nutrita la schiera italiana, a partire da La paranza dei bambini
Giudicare Berlino

Svelati i giurati che affiancheranno la presidentessa Juliette Binoche alla 69esima Berlinale, in programma dal 7 al 17 febbraio. Sono diciassette i titoli in lizza per gli Orsi d’Oro e d’Argento, tra cui La paranza dei bambini, diretto da Claudio Giovannesi e tratto dal libro di Roberto Saviano.

Questi i nomi dei componenti la giuria: il critico americano Justin Chang, l’attrice tedesca Sandra Hüller (Toni Erdmann), il regista cileno Sebastián Lelio, il curatore museale statunitense Rajendra Roy, l’attrice, regista e produttrice britannica  Trudie Styler.

A giudicare le opere prime del festival tedesco, diretto per l’ultimo anno da Dieter Kosslick, saranno viceversa la giornalista e scrittrice Katja Eichinger (Germania), il regista franco-senegalese Alain Gomis e la regista Vivian Qu (Cina).

A completare la pattuglia tricolore a Berlino due film e due documentari, tutti nella sezione Panorama e prodotti da Rai Cinema:

Dafne, l’opera seconda di Federico Bondi, racconta la storia di una giovane donna portatrice di sindrome di Down, e il rapporto con il padre dopo la perdita della madre, la forza, l’esuberanza e l’ingenuità con cui affronta la vita.

Il corpo della sposa (Flesh Out) primo lungometraggio di Michela Occhipinti, la storia di una donna della Mauritania contemporanea che arriva a mettere a rischio la propria salute per soddisfare un canone estetico imposto da altri. Fino a che punto i modelli sociali, spesso costruiti per soddisfare i desideri maschili, influenzano e condizionano le donne nel mondo?

Selfie, un documentario di Agostino Ferrente: due adolescenti del rione Traiano di Napoli raccontano attraverso il proprio smartphone, loro stessi e il mondo che li circonda. Sullo sfondo l’ombra della camorra e la violenza della polizia in Campania.

Normal, un documentario di Adele Tulli: un viaggio nelle norme, gli stereotipi, le convenzioni di genere nell’Italia di oggi. Un cammino lungo quei confini che chiamiamo maschile e femminile.

“Autori giovani, poco conosciuti al grande pubblico, con storie forti e inedite che propongono testimonianze attuali e vive della nostra contemporaneità – commenta Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema – uno sguardo sul presente di una nuova generazione di registi che riesce ad affermarsi all’estero con la forza di racconti e forme originali”.

“Il cinema del reale ha avuto negli ultimi anni un percorso di forte crescita e innovazione nel linguaggio e nei contenuti – afferma Nicola Claudio, presidente di Rai Cinema, commentando la presenza dei due documentari nella selezione della Berlinale. Anche attraverso il documentario, il gruppo Rai riesce a rispondere in modo puntuale al suo mandato di servizio pubblico, indagando territori marginali, raccontando storie locali e temi universali. La presenza di questi due documentari alla Berlinale conferma l’interesse verso i nostri nuovi autori da parte del pubblico e dell’industria internazionali”.

 

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