È morto Marco Vicario

Diresse film di grande successo popolare: dal dittico giallorosa dei Sette uomini d'oro alle commedie erotiche con Lando Buzzanca. Aveva 94 anni
15 Settembre 2020
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È morto Marco Vicario
Sette uomini d'oro

Si apprende dal sito del Centro Sperimentale di Cinematografia la notizia della scomparsa di Marco Vicario. Attore e regista, da molti anni ritiratosi dalle scene, il 20 settembre avrebbe compiuto 95 anni.

All’anagrafe Renato, il romano Vicario aveva esordito sul grande schermo come attore, partecipando a venticinque film, spesso trascurabili. Fu, infatti, protagonista di modesti prodotti d’intrattenimento come La storia del fornaretto di Venezia (1952), Redenzione (1952), Rivalità (1953).

La svolta avvenne negli anni Sessanta, diventando regista, sceneggiatore e produttore. Dopo l’esordio Le ore nude (1964), raggiunse un grande successo internazionale con Sette uomini d’oro (1964), il più importante giallorosa italiano, interpretato dall’allora moglie Rossana Podestà, Philippe Leroy e Gastone Moschin. Distribuito in tutto il mondo, incassò in Italia oltre 1 miliardo e 200 milioni di lire, corrispondente a circa 11 milioni di euro attuali.

Sull’onda del successo, un anno dopo Vicario realizzò il sequel, Il grande colpo dei 7 uomini d’oro, che ebbe una prestazione migliore al box office: 1 miliardo e 300 milioni, al settimo posto della classifica stagionale prima di Signore & signori. L’ideatore produsse anche un altro film derivativo, Sette volte sette (1968), diretto da Michele Lupo.

Vicario tornò dietro la macchina da presa sei anni dopo, dirigendo Lando Buzzanca in Homo Eroticus (quasi 2 miliardi e mezzo al botteghino) e Il prete sposato (2 miliardi e 200 milioni). Con Paolo il caldo (1973), pruriginoso adattamento del romanzo di Vitaliano Brancati con cast stellare dominato da Giancarlo Giannini, arrivò oltre i 3 miliardi, superando Serpico e Il portiere di notte. Film sintomatici dell’aria del tempo, che riflettevano il cambiamento dei costumi sessuali intercettando l’interesse del pubblico popolare.

Seguirono L’erotomane (1974), Mogliamante (1977, da un soggetto di Rodolfo Sonego che piacque molto negli Stati Uniti), Il cappotto di Astrakan (1979, dal romanzo di Piero Chiara). L’ultimo film è Scusa se è poco (1982), movie-movie con Monica Vitti e Ugo Tognazzi.

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