E Besson scoprì la femmina…

"Le donne non puntano sui muscoli, ma sull'intelligenza", dice il regista francese. Che porta in sala l'affascinante avventuriera di Adèle e l'enigma del faraone
30 Settembre 2010
E Besson scoprì la femmina…
Il regista Luc Besson

“Le donne sono molto affascinanti: mi interessano i loro punti di forza e le debolezze degli uomini, per rovesciare gli stereotipi del sesso debole e del sesso forte. D’altronde, loro non possono puntare sui muscoli, ma sull’intelligenza”.
Così il regista, sceneggiatore e produttore francese Luc Besson, che dal 15 ottobre porta in sala (300 copie targate Medusa) Adèle e l’enigma del faraone, con protagonista l’affascinante Adèle Blanc-Sec, avventurosa eroina partorita dalla penna del fumettista transalpino Jacques Tardi, e interpreti Louise Bourgoin, Mathieu Amalric e Jean-Paul Rouve. 13° film di Besson, tratto da due dei dieci comic-book dedicati da Tardi ad Adèle, vede negli anni ’10 l’intrepida giornalista Blanc-Sec pronta a spingersi fin in Egitto pur di riportare in vita la sorella, mentre Parigi è in preda al panico per un mostruoso pterodattilo: “Adèle fa tutto questo per la sorella, viceversa, se le chiedessero di salvare il mondo, probabilmente se ne starebbe a mollo in bagno…”, dice il regista, che non smette di fare i complimenti all’altra metà del cielo: “Le donne hanno più coscienza del valore della vita perché, a differenza nostra, hanno la capacità di darla: nessuna donna ha mai dichiarato guerra”.
Negando dfifferenze particolari nell’adattare un fumetto piuttosto che un romanzo (“I fumetti sono per quei registi che non vogliono leggere troppo…”), Besson vede Tardi, a cui altri registi Usa e giapponesi avevano chiesto i diritti per la trasporre Adèle Blanc-Sec, come “un padre siciliano che non vuole concedere la mano della propria figlia: a me sono serviti sei anni per averla…” e confessa di “aver rispettato solo lo spirito, i colori e l’anima delle sue tavole, non la storia, attraverso cui – è un’avventuriera ma in tacchi, gonna e busto, e lo peterodattilo lo doma con un boa di struzzo… –  volevo smontare i cliché dell’action-adventure”. E riflettere sulla condizione femminile dei primi del Novecento, sovvertendola: “All’epoca, le donne non potevano fare sport, politica, votare e fare il bagno nude: con Adèle, che fuma nuda nella vasca da bagno, ho inquadrato una donna molto moderna”, aggiunge Besson, dicendosi pienamente soddisfatto dell’attrice che la interpreta, l’ex annunciatrice del meteo Louise Bourgoin: “Una scoperta fantastica: è umile, professionale e gran lavoratrice, altro che le colleghe che si presentano sul set con gli occhialoni scuri, cinque assistenti e un sacco di pretese….”.
Ma per ora non ci sarà un sequel di Adèle e l’enigma del faraone: “Louise me lo chiede ogni giorno, ma solo se avessi una storia come e migliore di questa potrei farlo: d’altronde, Leon è da 15 anni che vogliono gli dia un seguito”. Viceversa, già sul set in Messico e da lui prodotto è Colombiana di Olivier Megaton, con la killer Zoe Saldana di Avatar: “Una versione sudamericana di Nikita, e Zoe stavolta non sarà dipinta di blu”, scherza Besson.

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