Documentare Beppe Grillo

"Non un film-inchiesta, ma il ritratto di una comitiva di picari in giro per l'Italia", dicono gli autori di Tsunami Tour. Il 10 aprile in sala
8 Aprile 2013
Documentare Beppe Grillo

40 giorni, 77 piazze, altrettanti comizi, un lungo itinerario attraverso l’Italia, ovvero, la campagna elettorale di Beppe Grillo: è Tsunami Tour – un comico vi seppellirà, un documentario di Gianluca Santoro e Chiara Burtulo con la regia di Francesco G. Raganato, che sarà visibile il 10 aprile in alcune sale italiane da Roma  Milano, da Napoli a Genova.
“Un film nato per caso, una produzione indipendente, portato avanti senza sapere bene che fare”, dicono gli autori, con una precisazione d’intenti: “Non ha l’ambizione del film inchiesta”. Viceversa, spiega Raganato, “abbiamo seguito Grillo e i suoi tre scudieri come una comitiva di picari in giro per l’Italia: un viaggio con quattro maschere della commedia dell’arte”.
Ma che dice Grillo, nel doc prodotto da Todos contentos y yo tambien, tra palco e realtà: “Ho la vocazione  a far ridere”, “mi han sempre definito un esorcismo”, “è da 25 anni che dico le stesse cose ma ora sono diventato populista e demagogo”, “chi sono io? Attore, comedian, politico, non si sa. Sono un facilitatore”, “ci sono politici corretti, non è un problema personale, è il sistema che è marcio”. E, ancora, “l’Europa è fallita nel senso di comunità, solidarietà, sussidiarietà: la moneta unica non serve, non è servita”, “Monti è il nuovo Mastella”, “Gogol (riferimento alla storpiatura berlusconiana di Google, NdR) è quello che ha scritto le loro vite, sono anime morte”.
Poi, sulla televisione: “Credo che la tv tolga gradimento e punti: è solo immagine, non voce, ed è sempre deleteria”, “Solo una rete per la Rai, le altre due bisogna venderle”. E i processi, i suoi: “Ne ho 26 (86 il totale, NdR) più di Berlusconi e va in tv a fare la vittima quel nano lì…”. E i suoi pronunciamenti e slogan elettorali non scadono, dicono ancora di queste ore di incertezza politico-istituzionale: “L’onestà è incompatibile con i partiti”, “Noi saremo l’ago della bilancia”, “Alleanza con Bersani? Assolutamente no, non parliamo di cimiteri: Berlusconi e Bersani sono il passato”.
Accanto al tallonamento quotidiano dello Tsunami Tour (gustosa la parentesi con Casaleggio, che dopo aver incontrato gli imprenditori trevigiani se ne va e Grillo si rammarica: “Non mi ha salutato”), il doc inframmezza i contributi ad hoc di Carlo Freccero, Ferruccio De Bortoli, Udo Gumper e John Hooper e cerca di mettere nel fuoricampo l’agiografia: “Vediamo Grillo per quanto racconta dal palco e nel rapporto con i giornalisti stranieri, lo scambio con le gente, anche le contestazioni, a cui non si è mai sottratto”, dice la Burtulo
Infine, Santoro risponde a chi insinua una somiglianza pericolosa tra il leader del M5S e quello del PdL: “Grillo assomiglia a Berlusconi non in termini politici, ma di comunicazione: ha una forte capacità comunicativa, nel tour ha portato la politica a servizio del suo spettacolo”.

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