Dalla Tunisia con Tamless

"Parto sempre da una storia e poi penso alle immagini”, così il regista Ala Eddine Slim. Vincitore ex aequo del MedFilm Festival
Dalla Tunisia con Tamless

“Parto sempre da una storia e poi penso alle immagini con le quali voglio raccontarla”, così il regista tunisino Ala Eddine Slim parla del film, da lui scritto e diretto, Tlamess, che è stato presentato nell’ambito del Med Film Festival e che si è aggiudicato ex aequo con All this victory di Ahmad Ghossein il Premio Espressione Artistica assegnato dalla giuria ufficiale.

La storia è quella di un soldato  (interpretato dal poeta e musicista Abdullah Miniawy) che, in seguito alla morte della madre, riceve un congedo: ottiene una settimana di permesso e rientra a casa. Non tornerà mai più al campo. Considerato un disertore, è ricercato e si rifugia in una foresta sulle montagne. Qualche anno dopo, una ragazza (Souhir Ben Amara) sposata con un ricco uomo d’affari scopre di essere incinta. Una mattina esce a fare una passeggiata nel bosco: non tornerà mai più. Nella foresta i due si incontreranno alla ricerca della propria identità.

Perché si intitola Tlamess? “Tlamess in dialetto tunisino significa incantesimo. Penso che entrambi i personaggi siano in qualche modo vittima di una maledizione”, dice il regista, che poi sottolinea: “Mi interessava raccontare il cambiamento, il movimento e il tragitto. Sia la donna che l’uomo, per una serie di eventi, sono portati a spostarsi da luoghi chiusi e opprimenti a luoghi selvatici, che però si rivelano più confortevoli. Ho dunque filmato il loro viaggio e l’incontro che li porterà a cambiare. E poi alla fine si tratta anche del mio viaggio come cineasta verso luoghi e dimensioni altre”.

Il film infatti comincia come un thriller e poi cambia registro virando verso toni mistici, surreali e visionari. I due protagonisti comunicano tra loro solo attraverso lo sguardo: “Fin da subito volevo che i due personaggi non comunicassero attraverso la parola, avevo pensato al tocco delle mani come veicolo di espressione ma alla fine ho scelto lo sguardo, l’occhio”.

E poi: “Non mi interessano i grandi temi o i film “per argomento”. Spesso gli spettatori mi hanno chiesto se il mio film parlasse di ambientalismo o femminismo. E’ interessante che ognuno ci veda cose diverse rispetto a quelle a cui avevo pensato io. Molte cose non le capisco neanche io del mio film al 100%”. Infine riguardo al finale del film conclude: “Non è così importante quello sapere se i due personaggi sono fuggiti insieme o no alla fine del film, ma mi piacerebbe ritrovarli in qualche mio prossimo film, anche il bebè potrebbe essere un futuro personaggio”.

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