Costa-Gavras, “l’Europa è illiberale”

"Negli ultimi 15 anni è stata mal governata", accusa il regista. Fuori Concorso - e premiato - al Lido con Adults in the Room, dal memoir di Varoufakis
Costa-Gavras, “l’Europa è illiberale”

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “L’Europa è diventata una sorta di impero illiberale, perchè negli ultimi 15 anni è stata mal governata. Personalmente avevo riposto una qualche speranza prima in Barroso e poi in Juncker, ma mi ero sbagliato. Ora spero che le cose cambino con la nuova presidenza della Commissione europea”.
Lo ha detto il regista francese di origine greca Costa-Gavras, maestro del cinema di impegno politico e sociale con film come “Z-L’orgia del potere”, “Missing” e “Music Box”, durante la conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia, con proiezione in prima mondiale fuori concorso, del nuovo film da lui scritto e diretto, “Adults in the Room”, tratto dal libro omonimo dell’economista greco Yanis Varoufakis, che racconta le vicende politiche del 2015 che portarono “all’imposizione dell’austerità” alla Grecia.

Costa-Gavras ha sostenuto che il suo film consente di riflettere sulla “tragedia greca” vissuta dal suo paese natale a causa delle decisioni assunte dall’Eurogruppo. Decisioni che hanno fatto “un cattivo servizio” all’idea stessa di Europa. Con il risultato che le politiche di austerità, ha spiegato Costa-Gavras, hanno alimentato i populismi che minano le fondamenta ideali europee. “I populismi ci fanno tornare indietro di decenni, agli anni ’20 e ’30 del Novecento, con conseguenze catastrofiche, a partire dai rigurgiti di razzismo – ha affermato il regista – Spero vivamente che le cose cambino con la nuova presidenza europea, che l’Europa possa vivere un’altra epoca”.

Costa-Gavras è stato sollecitato dalle domande dei giornalisti anche sul perchè talune politiche di austerity in sede europea siano state sostenute proprio dalle forze di sinistra, rinnegando certi “principi keynesiani” perchè sono solo gli investimenti pubblici a far ripartire l’economia di un paese. Dopo aver ammesso che si tratta di “un problema molto complicato”, il regista ha osservato: “Le sinistre europee hanno fatto flop un po’ dappertutto. Per me la sinistra resta una certa filosofia della vita, sulla base di tre o quattro idee principali, ma spesso questa filosofia è stata interpretata da certi politici in modo fallimentare. Quindi la sinistra deve rivedere le sue posizioni”.
In “Adults in the Room” a porte chiuse si svolge una tragedia umana, un tema universale: una storia di persone intrappolate in una rete di potere. La cerchia degli incontri dell’Eurogruppo, che impongono alla Grecia l’austerità, che appare subito una trappola claustrofobica senza via d’uscita, che esercita pressioni sui protagonisti e che alla fine li divide. “Una tragedia greca nel senso antico”: i personaggi non sono buoni o diabolici, ma guidati dalle conseguenze della loro stessa concezione di ciò che è bene fare. Per cui quella che appare “solo greca” in realtà è “una tragedia dei nostri tempi”.

Il film, il primo girato in Grecia dall’86enne regista famoso per il combattivo spirito di denuncia politica e sociale, vede tra gli interpreti Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur e Valeria Golino. E proprio l’attrice italiana, che ha ricordato le origini greche della sua famiglia in conferenza stampa, è stata scelta personalmente da Costa-Gavras (“Valeria ha una forza straordinaria”). “Per me è stato un onore lavorare con Costa-Gavras, per lui avrei lavorato anche per un solo giorno”, ha detto Valeria Golino, che nel film veste i panni di Danae Stratou, la moglie di Yanis Varoufakis. “Tante cose mi sfuggivano della tragedia greca legata all’Europa – ha spiegato Golino – e girare il film è stata n’occasione per capire meglio cosa è successo veramente oltre a quello che avevo già letto sui giornali. E al tempo stesso girando questo film ho fatto un’esperienza unica, che finora non mi era mai capitata: ho potuto incontrare personalmente la persona di cui avrei vestito i panni. E’ stata un’esperienza coinvolgente”.

In occasione della sua presenza al festival, la Biennale di Venezia e Jaeger-LeCoultre hanno attribuito al grande regista il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2019, dedicato “a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo”.

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