Condizioni critiche al RomaFF13

Al MAXXI un evento approfondisce nuovi aspetti del lavoro della critica e dell'insegnamento del cinema. Ne parlano Alain Bergala, Serge Toubiana, A.O. Scott, coordinati da Mario Sesti con Stefania Parigi
Condizioni critiche al RomaFF13

Dopo il successo delle prime due edizioni, la Festa del Cinema di Roma ospita un nuovo approfondimento sulla critica cinematografica dal titolo “Condizioni critiche: insegnare, e imparare, ad amare il cinema”. Domani, domenica 21 ottobre alle ore 11 al MAXXI, alcuni autorevoli critici cinematografici internazionali, come i francesi Alain Bergala (saggista, sceneggiatore, regista, docente) e Serge Toubiana (giornalista, saggista, dal 2003 al 2016 direttore della Cinémathèque Française e dal 2017 Presidente di Unifrance), e lo statunitense A.O. Scott (critico del The New York Times), coordinati da Mario Sesti, affronteranno i temi dell’incontro in una conversazione con Stefania Parigi (Professore Ordinario presso l’Università degli Studi Roma Tre). L’incontro cercherà anche quest’anno di essere un momento per scambiare idee, esperienze e prospettive, mettendo a fuoco nuovi aspetti del lavoro di chi studia e insegna il cinema e ne scrive per mestiere. La discussione partirà dall’orizzonte dell’apprendimento del cinema, a scuola e nelle università, in un mondo postmediale in cui i processi di formazione tradizionali sono sempre più antagonisti del potere dei social e dell’incessante innovazione tecnologica.

Molti i temi che saranno affrontati a partire dalle riflessioni di Alain Bergala contenute in L’Hypothése cinèma. Petit traité de transmission du cinéma à l’ecole et ailleurs. È più importante usare il cinema come strumento per aprire alla comprensione degli studenti i temi di cui tratta (la storia, la cronaca, la letteratura, ecc.) o creare le condizioni per cui ognuno possa incontrare, in una età decisiva, i film che sappiano renderlo più consapevole di sé e del mondo? Bisogna accettare le condizioni imprescindibili dell’intrattenimento o affrontare il passaggio difficile e necessario della scoperta di qualcosa di totalmente diverso da ciò che abitudine e mercato offrono?

È meglio puntare a una analisi critica o a una lettura creativa? Alla formazione del gusto o alla trasmissione del sapere? Alla visione folgorante o alla “calma impregnazione”? E quali tecnologie (sala, dvd, on line) bisogna selezionare, adattare, accettare perché questi processi di insegnamento e formazione ottengano i migliori effetti possibili, inserendo il cinema come materia di studio nel curriculum delle scuole secondarie?

Lascia una recensione

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy