Come ti Amazo(n) il mercato

Il Festival di Cannes non è ancora partito ma al Marché c'è già chi si lagna per la penuria di affari: colpa dei nuovi players?
Come ti Amazo(n) il mercato

Mentre l’attenzione di tutti è rivolta alle misure di sicurezza prese per disinnescare la possibile minaccia terroristica sulla Croisette, il panico sembra serpeggiare tra gli operatori di mercato di Cannes senza che nessuno vi ponga rimedio.

Secondo Variety, al Marché quest’anno non si prospettano grandi affari. Ci sono, è vero, titoli come Anon di Andrew Niccol (con Clive Owen), Chappaquiddick di John Curran (con Jason Clarke nel ruolo di Ted Kennedy) e Tom’s Dad di Lasse Hallström (con Will Ferrell), che aspettano di ricevere offerte, e altri come Silence di Martin Scorsese che devono ancora trovare la quadra sui diritti di distribuzione fuori dagli Stati Uniti, ma non sono questi i progetti per cui non dormire la notte e sfidarsi senza esclusione di colpi.

Lo scenario rispetto agli anni passati è cambiato. “Ci sono alcune buone opportunità, ma non l’abbondanza di progetti forti che eravamo abituati a vedere a Cannes. – ammette Stuart Ford, fondatore di IM Global.  – Dal punto di vista degli acquirenti, gli smottamenti profondi che hanno investito il sistema distributivo globale suggeriscono cautela”.

Certo c’è sempre la possibilità che i progetti più importanti vengano annunciati a festival in corso, ma il problema, a sentire finanziatori e produttori, è che è diventato maledettamente più complicato coinvolgere star di primo livello e portarle al mercato a garanzia della merce: oggi c’è una preponderanza di produzioni televisive e di mega-produzioni – i film con i supereroi – che richiedono un impegno prolungato tra riprese e promozione, infittendo l’agenda degli attori di prima fascia.

Circola poi un’altra spiegazione tra gli addetti ai lavori, ovvero che Amazon e Netflix abbiano sparigliato le carte della distribuzione in modo decisivo. I due servizi di streaming hanno risorse finanziare tali da assicurarsi ogni progetto che vogliono – come ha fatto Amazon a gennaio quando ha acquistato Manchester by the Sea per 10 milioni di dollari! –  o da determinare comunque i prezzi sul mercato. Insomme, Netflix e Amazon stanno rendendo la vita difficile agli altri competitors. Che reagiscono come possono.  Molti studios ad esempio cercano di arraffare le rimanenze del mercato agganciandole a progetti già in fase di sviluppo. E’ una strategia che consente un controllo più stretto sulla qualità dei film, evitando al contempo il mercato dei prezzi di acquisizione.

Ma è un giocare in difesa. Tutto il business della distribuzione sta cambiando e lo prova il fatto che Amazon avrà cinque film in competizione a Cannes, più di ogni altro studio. “Per noi si tratta di un risultato incredibile – dichiara Jason Ropell, capo della divisione film di Amazon. – Il nostro obiettivo è fare film visionari con registi visionari”.

Se il business digitale continua a crescere, ce n’è un altro invece che lentamente muore, quello dell’home video. Il mercato DVD è da anni in un declino inarrestabile e anche quello delle Pay TV non è più redditizio come una volta. Come sempre davanti alle grandi rivoluzioni, c’è chi si affligge e chi cerca di approfittarne.
E’ il caso di Awesomeness Films, il ramo cinema di AwesomenessTV di YouTube, che sarà a Cannes per la prima volta cercando una distribuzione per tre film. Si tratta di titoli, tra cui You Get Me con Bella Thorne e Wolf in the Wild con Frank Grillo, indirizzati a un target adolescenziale, lo stesso che sempre meno di frequente va al cinema.

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