Cinepanettone, si cambia!

"Non più amanti e corna, ma padri e figli", dice Neri Parenti. Sul set di Natale a Rio, il 25° della Filmauro
26 Settembre 2008
Cinepanettone, si cambia!

“Una svolta necessaria: non più amanti e corna, ma padri e figli”. Sul set a Rio de Janeiro, il regista Neri Parenti svela i segreti del 25° cine-panettone della Filmauro, Natale a Rio, con protagonisti Christian De Sica, Michelle Hunziker, Fabio De Luigi, Massimo Ghini, Ludovico Fremont ed Emanuele Propizio.
Prodotto da Aurelio De Laurentiis e il figlio Luigi con un budget tra i 10 e i 12 milioni di euro (di cui circa 3 per la promozione), in lavorazione a Rio fino al 17 ottobre e nelle nostre sale dal 19 dicembre, il nuovo film di Natale, per tradizione incontrastato campione di incassi, sarà per Parenti “a metà strada tra Harry ti presento Sally e i Blues Brothers: una correzione di soggetto rispetto ai precedenti, ma non è che abbiamo fatto Gomorra… Ci saranno sempre gag e risate, senza corna: al centro il rapporto padre-figlio, ovvero De Sica-Fremont e Ghini-Propizio. Non ho avuto problemi a ricreare il linguaggio di questi ragazzi, sempre più globalizzato grazie a chat e sms: mi sono guardato in casa”.
Due gli episodi, intrecciati, di Natale a Rio: nel primo, un fortuito e ignaro scambio di vacanza: ai figli andrà il pacchetto extra-lusso prenotato dai padri, con fuoriserie e ville da sogno; ai padri, viceversa, toccherà una comica odissea low cost, tra ostelli pulciosi, macinini e favelas; nel secondo, il triangolo tra i giornalisti Hunziker, De Luigi e Paolo Conticini (altro aficionado dei cinepanettoni) in villeggiatura a Rio. “La scelta del Brasile – spiega Parenti – è nata, come d’abitudine, dopo quella del soggetto, successivamente adattato su misura a quello che oggi è Rio: una meta up-to-date, easy e cool, ovvero la location perfetta per il film di Natale”. Sulla stessa lunghezza d’onda il giovane produttore Luigi De Laurentiis, al quinto cinepanettone: “Il Brasile è caldo, trendy, pieno di musica e colori: un paese in forte ascesa, amatissimo dagli italiani, che continuiamo a far viaggiare: dall’India a Miami, dalla crociera dell’anno scorso a New York, e ora Rio”.
“Il governo brasiliano non ha fornito sostegno finanziario: esiste una film commission, ma non ha potere”, aggiunge De Laurentiis, che si è appoggiato alla prima compagnia di produzione brasiliana, Conspiração. “Il governo brasiliano – ribatte Parenti – è stato lungimirante, e ha compreso il nostro approccio “da ridere”: anche le favelas non sono raccontate in modo violento, bensì con De Sica e Ghini che a furia di ostentare la loro ricchezza finiscono in mutande…”.
“Alla base di tutto rimane il divertimento”,  prosegue il regista, che rivela come “Aurelio (De Laurentiis, NdR) fosse inizialmente poco incline a questa svolta, ma noi (Parenti e i co-sceneggiatori Alessandro Bencivenni, Marco Martani e Domenico Saverni, NdR) non ne potevamo più delle amanti di De Sica, e del resto la mancanza di Boldi aveva già rotto gli equilibri. Ma non temete, sia per i padri che i figli Rio significa la stessa cosa: belle donne…”.
Da ultimo, Parenti non attribuisce valore politico all’eterna spaccatura tra detrattori ed estimatori del cinepanettone, che dal 1983 è un appuntamento fisso per oltre 5 milioni e mezzo di italiani: “Se un film non è di denuncia, non ha colore politico. Certo, i politici di destra sono più vicini al nostro immaginario, perché più danarosi e impacciati, ma, accanto a Gasparri, Mastella e i figli di Alemanno, tra i nostri fan ci sono anche Diliberto, Rizzo e Capezzone”.

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