Cinema senza frontiere

Da Emergency all'Amref, quattro ONG si raccontano sul grande schermo
2 Giugno 2004
Cinema senza frontiere

AMREF, CUAMM, Emergency, Medici senza frontiere: quattro ONG sul grande schermo al Bellaria Film Festival. La neonata sezione “Cinema utile” ha accolto, infatti, quattro documentari commissionati da queste organizzazioni per sensibilizzare gli spettatori sulle proprie iniziative umanitarie internazionali. La produzione più interessante è risultata Tv-slum, curata da Giulio Cederna, Angelo Loy e John Muiruri per AMREF (African Medical and Research Foundation) Italia, associazione senza fini di lucro nata nel 1988 per sostenere progetti di sviluppo in Africa: la peculiarità del documentario deriva dalla scelta di affidare a otto ragazzi di strada la videocamera per raccontare le avventure, i sogni, le miserie, i giochi della vita nella baraccopoli di Kibera, che accoglie il 60% della popolazione (oltre 2 milioni di persone) di Nairobi, Kenya. Il surplus di Tv-slum risiede in questo utilizzo formativo della macchina da presa, che diviene per questi otto ragazzi occasione di riscatto sociale: l’occhio-obiettivo, mentre mette a fuoco la miseria esistenziale, contemporaneamente la oltrepassa nel segno del cinema. Inteso quale coronamento del progetto di video-formazione di AMREF, Tv-slum ‘ coprodotto da Fandango – è stato interamente pensato e realizzato dai ragazzi; l’apporto dei volontari keniani dell’associazione ha riguardato unicamente la protezione e la sicurezza di queste mini-troupe d’assalto: un assalto portato al cuore della baraccopoli-discarica per sottrarsi all’atroce destino di rifiuti umani. Da Nairobi a Manila con Uno, nessuno, duecentomila diretto da Francesco Patierno (presente a Bellaria anche con Pater Familias) per Medici senza frontiere. I duecentomila del titolo sono i bambini che vivono per strada, abbandonati o scappati da famiglie in cui spesso abusi e violenze sono la cifra dei rapporti genitori-figli. Il documentario non rifugge le brutture di una disumanizzazione eletta a modus vivendi: Ernesto uccide la matrigna, ritenuta responsabile della morte della madre; Jun Jun non può più sopportare le impiccagioni a testa in giù con cui il padre lo educa e se ne va di casa. Sulla strada li attende la colla da sniffare e la prostituzione, ma anche Medici senza frontiere: ritenuti idonei e formati dall’associazione internazionale di soccorso sanitario, Ernesto e Jun Jun fanno parte oggi dello staff di MSF. A scandire la narrazione di Uno, nessuno, duecentomila un giovane volontario, inviato a Manila in qualità di infermiere, ma in realtà attivo come educatore di strada per recuperare ragazzini dall’orrore. Sostegno, sviluppo, recupero, assistenza, formazione: sono questi i protagonisti di “Cinema utile”.

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