Cinema in note

Da Frate Sole a Exils, il festival di Orvieto celebra la musica sul grande schermo. Dal 3 al 5 giugno
27 Maggio 2004
Cinema in note

Musica e cinema. Un matrimonio che dura da sempre, riscoperto all’interno dell’Orvieto Musicalcinema, un festival inedito che avrà luogo nella cittadina umbra dal 3 al 5 giugno. Nato dalla collaborazione tra l’associazione internazionale Movie & Music e il comune di Orvieto, la kermesse si presenta come un’iniziativa unica nel suo genere: lo scopo è infatti quello di sensibilizzare il pubblico all’elemento musicale presente nel film, con riferimento non solo alla colonna sonora – come ha precisato Pierluigi Frassineti, uno degli ideatori -, ma all’intera partitura musicale, intesa come parte integrante dell’opera. “Quello tra regista e musicista – ha spiegato Frassinetti – è un rapporto molto stretto, pensiamo a coppie storiche quali Hitchcock e Herrmann, o Fellini e Rota: dalla loro preziosa collaborazione sono nati capolavori in cui l’elemento musicale ha avuto un ruolo determinante. A volte infatti è la musica stessa a fare il successo di un film”. Il programma offre un repertorio che va dal muto del 1918 Frate Sole di Ugo Falena e Mario Corsi a Exils dell’algerino Tony Gatlif, vincitore del premio come miglior regia nell’ultima edizione del festival di Cannes, che aprirà la prima serata; da 200 Motels (1971) di Franco Zappa, musicista rock, apprezzato anche da Federico Fellini, ad Harem Suare (1999) di Ferzan Ozpetek. “Tutti film – ha ricordato Cesare Ferrari della Movie & Music – in cui le musiche, scritte da autori di prestigio, hanno un ruolo determinante per la narrazione”. Momento focale della manifestazione la rappresentazione di Frate Sole, pellicola messa a disposizione per l’occasione dalla Cineteca nazionale. Si tratta di un “poema sacro in quattro canti” ambientato ad Assisi, Gubbio e Perugia, musicato da Luigi Mancinelli, artista umbro, amico e collaboratore del Toscanini. E sarà proprio l’orchestra sinfonica Toscanini di Parma ad accompagnare dal vivo la proiezione del film. “Un omaggio – ha spiegato Mario Musumeci, esperto della Cineteca nazionale – non solo all’Umbria di cui si possono ammirare nell’opera i suggestivi paesaggi, ma anche al cinema muto e alla forte sinergia con la musica che in esso si realizza. La pellicola che vedremo è una copia restaurata 10 anni fa dalla Cineteca, dove è conservata anche l’originale con le colorazioni dell’epoca”. Obiettivo del festival è infatti anche quello di avviare un lavoro di restauro di pellicole italiane e straniere risalenti agli esordi del cinema per far conoscere agli spettatori l’importanza del suono all’interno del muto. “Una formula – ha detto Ferrario – che sarà mantenuta anche nelle prossime edizioni”. La selezione dei film è stata messa a punto da musicisti e cineasti con la collaborazione di critici e artisti del teatro musicale come Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino, Gino Castaldo e Carlo Piccardi, autore quest’ultimo di una versione televisiva di Frate Sole, prodotta in svizzera. Il festival s’inserisce all’interno delle iniziative culturali umbre: dall’Umbria Jazz, al festival di Spoleto e quello del Gusto. “Un modo per promuovere non solo le bellezze della Regione verde per eccellenza, – ha specificato l’assessore orvietano Massimo Frellicca – ma per esportare all’estero un patrimonio che appartiene a tutta l’Italia”. A fare da sfondo le bellezze artistiche della cittadina: il Duomo e il Palazzo del Popolo dove oltre alle proiezioni cinematografiche, si alterneranno esecuzioni musicali e serate danzanti.

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